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Radiolina Grande più di un'isola
micStefano Birocchi, Gianfranco Loccitoday12 Maggio 2026 6
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Filiera della mandorla sarda, approvata una legge regionale da 15 milioni di euro Giuseppe Valdes
La Sardegna punta a rilanciare uno dei prodotti simbolo della sua tradizione agricola e gastronomica. Il Consiglio regionale ha infatti approvato una nuova legge dedicata alla filiera della mandorla sarda, stanziando oltre 15 milioni di euro distribuiti nelle annualità 2026, 2027 e 2028. Una misura che mira a sostenere produzione, trasformazione e valorizzazione di un comparto considerato strategico sotto il profilo economico, culturale e ambientale. A raccontare i dettagli del provvedimento è stato Gianfranco Locci, giornalista del TG di Videolina, intervenuto ai microfoni di Radiolina per spiegare il valore storico e produttivo della mandorla nell’economia sarda.

Dietro questa legge c’è soprattutto la lunga battaglia di Anna Gardu, artigiana e artista di Oliena conosciuta per le sue creazioni dolciarie realizzate con pasta di mandorle. Per sedici anni Gardu ha lavorato per ottenere un riconoscimento normativo capace di tutelare la filiera produttiva della mandorla sarda e valorizzare le eccellenze artigianali dell’isola.
Tutto iniziò quando l’artigiana si rivolse alla Camera di Commercio di Nuoro per registrare un marchio legato ai suoi dolci. In quell’occasione emerse però la necessità di certificare e proteggere l’intera filiera produttiva. Da lì è partita una lunga battaglia culminata oggi con l’approvazione unanime della legge regionale.
Il testo è stato votato con 46 voti favorevoli su 46 presenti, un dato che evidenzia una rara compattezza politica attorno a un tema considerato identitario per la Sardegna. L’obiettivo è rilanciare una produzione storica che negli ultimi decenni aveva subito un forte ridimensionamento.
Tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento, la Sardegna era una delle principali aree italiane per la produzione e l’esportazione di mandorle insieme a Sicilia e Puglia. Le mandorle prodotte nel Cagliaritano, in Marmilla, nel Trexenta e nel Nuorese venivano esportate in diversi Paesi europei, soprattutto nel Nord Europa.
Secondo Gianfranco Locci, il microclima della Sardegna e le caratteristiche ambientali dell’isola favoriscono ancora oggi una produzione di altissima qualità. Proprio queste condizioni potrebbero consentire al comparto di tornare competitivo sia sul mercato italiano sia su quello internazionale.
La mandorla rappresenta inoltre un ingrediente centrale della tradizione dolciaria sarda. Molti dolci tipici dell’Isola, dalle paste reali ai prodotti artigianali delle feste, nascono proprio dalla lavorazione della pasta di mandorle. La nuova legge punta quindi anche a proteggere un patrimonio culturale e gastronomico profondamente legato all’identità sarda.
Il finanziamento regionale potrebbe aprire nuove prospettive non soltanto per gli agricoltori, ma anche per il comparto turistico e artigianale. La valorizzazione della filiera della mandorla potrebbe infatti incentivare nuove coltivazioni, sostenere le imprese locali e favorire percorsi legati al turismo esperienziale ed enogastronomico.
Secondo Locci, la speranza è quella di vedere nuovamente i territori sardi riempirsi di mandorleti in fiore, riportando al centro dell’economia agricola un settore che in passato aveva garantito lavoro ed esportazioni importanti.
La nuova legge rappresenta quindi un tentativo concreto di recuperare una tradizione storica dell’Isola adattandola alle esigenze moderne del mercato. Un investimento che guarda non solo all’agricoltura, ma anche alla tutela del paesaggio, delle produzioni identitarie e delle eccellenze artigianali della Sardegna.
Intervista a cura di Stefano Birocchi
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