Il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato la nuova legge sul fine vita, un provvedimento che introduce la possibilità di accedere al suicidio medicalmente assistito nell’isola. La norma, destinata quasi certamente a essere impugnata dal Governo – come già accaduto con l’analoga legge toscana – garantisce assistenza sanitaria gratuita a chi decide di intraprendere questo percorso attraverso la somministrazione di farmaci.

I requisiti previsti dalla legge sul fine vita Sardegna seguono le indicazioni della sentenza 242/2019 della Corte costituzionale. Possono accedere alla procedura soltanto persone pienamente capaci di intendere e di volere, affette da patologie irreversibili, che vivono una sofferenza fisica o psichica intollerabile, e che sono dipendenti da trattamenti vitali. La valutazione della richiesta sarà affidata a commissioni speciali istituite in ogni azienda sanitaria regionale.
Ogni commissione sarà composta da un medico palliativista, un neurologo, uno psichiatra, un anestesista, un infermiere e uno psicologo. Inoltre vi è la possibilità di aggiungere di volta in volta specialisti della patologia specifica del paziente.
Il procedimento inizia con la presentazione della richiesta alla Asl di riferimento. Entro cinque giorni la commissione viene convocata e ha 30 giorni di tempo per completare la valutazione, eventualmente sospesa una sola volta per massimo cinque giorni. Durante questa fase si verificano l’effettiva volontà del paziente, la consapevolezza delle cure palliative disponibili e il rispetto dei requisiti previsti. A seguire, il parere passa al comitato etico e si redige la relazione finale.
Nei due giorni successivi alla conclusione della verifica, la Asl comunica l’esito al malato. Se la richiesta è accolta, la procedura di suicidio medicalmente assistito viene eseguita entro sette giorni con la somministrazione autonoma del farmaco, sotto il supporto tecnico e farmacologico della Asl.
In qualsiasi momento il paziente può decidere di revocare la richiesta. Se la domanda viene respinta, sarà comunque possibile presentarne una nuova in caso di cambiamenti nelle condizioni cliniche del paziente.
A cura di Emanuele Dessì – Direttore testate giornalistiche Gruppo Unione Sarda
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