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Caffè Corretto

Fine vita in Sardegna, la legge arriva in Consiglio regionale ed è subito scontro

today16 Settembre 2025 50

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Fine vita: la proposta del Campo largo ispirata all’associazione Coscioni

La Sardegna si appresta ad approvare la legge sul Fine vita. La proposta, firmata da Roberto Deriu (Pd) e sostenuta dal Campo largo, è arrivata oggi all’esame dell’Aula del Consiglio regionale. Il testo si ispira al modello elaborato dall’associazione Coscioni, ma la commissione Sanità, presieduta da Carla Fundoni (Pd), ha introdotto alcune modifiche per rispondere ai rilievi del Governo. Il precedente è quello della Toscana, la cui legge è stata impugnata dall’esecutivo. Secondo l’opposizione, lo stesso destino toccherà alla norma sarda, soprattutto perché nel frattempo il Parlamento sta lavorando a una legge nazionale.

Consiglio regionale della Sardegna

Il nodo della costituzionalità

Dall’inizio del dibattito la domanda è stata chiara: ha senso che l’Assemblea sarda approvi una norma destinata a essere impugnata dal Governo? Nonostante i dubbi, l’iter è andato avanti. Fundoni ha spiegato: «Abbiamo cercato di costruire una proposta snella, che dia attuazione alla sentenza della Consulta numero 242 del 2019». La sentenza aveva introdotto la possibilità di una procedura medicalizzata per l’aiuto al suicidio, con verifica da parte del servizio sanitario nazionale e parere del comitato etico, invitando il legislatore a colmare il vuoto normativo.

Il ruolo delle regioni

Secondo il primo firmatario Deriu, le Regioni hanno un compito preciso: «Abbiamo la responsabilità di organizzare il sistema sanitario, ed è nostro dovere valutare le circostanze oggetto della legge. Inoltre, proprio perché non c’è ancora una legge nazionale, siamo chiamati a intervenire a livello regionale. È un dovere di un legislatore». La Regione Sardegna, dunque, rivendica la legittimità della propria iniziativa, sottolineando che il tema non può restare privo di un quadro normativo.

Le posizioni della maggioranza e dell’opposizione

Relatrice di maggioranza è Carla Fundoni (Pd), che difende la bontà della proposta. Sul fronte opposto, Corrado Meloni (FdI) ha richiamato la sentenza della Corte Costituzionale n. 66 del 2025, che evidenzia il rischio di abusi a danno delle persone fragili e vulnerabili. Secondo Meloni, la scelta di porre fine alla propria vita, in condizioni di sofferenza, potrebbe essere indotta o sollecitata da terzi, motivo per cui serve estrema prudenza.

 

A cura di Emanuele Dessì – Direttore testate giornalistiche Gruppo Unione Sarda

Caffè Corretto del 16-09-2025

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