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Furti di sabbia in Sardegna, 40 chili di quarzo tornano a Cabras Cristian Asara
Quaranta chilogrammi di sabbia di quarzo, custoditi all’interno di numerosi barattoli di vetro e plastica, stanno per essere ricollocati nel loro ambiente naturale. I preziosi granelli erano stati prelevati nel lontano 1979 da una coppia di turisti milanesi durante un soggiorno a Is Arutas, una delle spiagge più celebri della costa di Cabras, nella penisola del Sinis. A trasportare il carico nell’Isola è Silvia Ferrari, figlia della coppia, decisa a esaudire l’ultimo desiderio espresso dalla madre Valeria prima di scomparire. L’obiettivo del viaggio, che prevede lo sbarco al porto di Porto Torres e il successivo trasferimento verso l’oristanese, è rimediare a un gesto compiuto con troppa leggerezza decenni fa.

Il prelievo del materiale avvenne quando la figlia della coppia aveva quindici anni. Colpiti dalla straordinaria sfumatura bianca del litorale sardo, i genitori scelsero di raccogliere il quarzo per decorare il cortile della propria abitazione a Milano. Nonostante i successivi traslochi, quei granelli sono sempre stati conservati come un ricordo prezioso, accompagnati dal proposito di una futura restituzione. La spinta decisiva è arrivata grazie al monitoraggio costante delle campagne di sensibilizzazione avviate dal Comune di Cabras, dalla Regione Sardegna e dall’associazione “Sardegna Depredata”, una realtà attiva nel contrasto al prelievo illecito di risorse naturali come sabbia, ciottoli e conchiglie dalle coste sarde. Una scelta che punta anche a lanciare un messaggio chiaro: non è mai troppo tardi per restituire alla natura ciò che le è stato tolto.
Radio Smeralda del 10 -07-2026
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