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Giornata della Memoria: i rom e sinti confinati in Sardegna stage@radiolina.it
Durante la Giornata della Memoria non ci si può dimenticare la sofferenza dei rom e dei sinti, una delle categorie deportate nei campi di concentramento. Soltanto ad Aushwitz le persone internate come “zingari” sono state 23.000. Come racconta Massimiliano Rais in un articolo sull’Unione Sarda, la vicenda dei rom e dei sinti riguarda anche la Sardegna. Circa 80 famiglie istriane vennero mandate al confino in alcuni paesi dell’Isola.

Il professor Luca Bravi, storico dell’Università di Firenze è uno dei maggiori esperti nella persecuzione e nello sterminio di rom e sinti sotto il nazismo e ha dato forte slancio allo studio della materia. Nella località di Pisino, al confine tra Slovenia e Croazia, quindi l’ex Jugoslavia, c’è stato il ritrovamento dei documenti storici che testimoniano la pulizia etnica effettuata in Istria. Il documento attesta che il prefetto Cimoroni, che gestiva all’epoca quel territorio, aveva fatto un censimento etnico che ha poi portato alla vera e propria pulizia etnica.
Dopo aver individuato 80 famiglie, la cui unica colpa era quella di appartenere a una etnia diversa, decise di deportarli e punirli con in confino in Sardegna. L’obbiettivo del prefetto era quello di rimuovere dai confini italiani chi non veniva considerato italiano ma “elemento pericoloso”. La verità è che la metà delle persone che facevano parte di quel gruppo di famiglie erano bambini, talvolta molto piccoli.
Una volta arrivati nei paesi sardi, non si poteva certo parlare di accoglienza nei loro confronti. Attraverso la testimonianza di Rosa Raidich, confinata a Perdasdefogu, si può capire come vivevano. Era quasi come stare in un campo di concentramento, anche se alcuni sardi li hanno sostenuti, soffrivano comunque la fame. La maggior parte dei parenti di queste persone si trovano al Villaggio delle Rose vicino a Milano. Uno dei figli dei sopravvissuti ha recentemente scritto un libro raccogliendo le testimonianze dei suoi genitori, costretti a rimanere sull’Isola fino al 1945.

Il professor Bravi racconta queste vicende anche nelle scuole, suscitando molto interesse tra i ragazzi. Al Liceo delle Scienze Umane Desantis Deledda di Cagliari, dall’incontro tra il professore e i ragazzi è nato un podcast. Un’altra iniziativa interessante che si terrà oggi a Cagliari è l’open mic all’ex museo regio. Dalle 16:00 alle 19:00 chiunque potrà salire sul palco con un breve testo riguardante la Giornata della Memoria e condividerlo con i presenti.
Intervista a cura di Franscesco Abate
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