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Giudicesse 2030, il cinema al femminile salpa nel Sulcis Fabio Leoni
Il cinema torna a essere strumento di narrazione, identità e trasformazione culturale con Giudicesse 2030, progetto che mette al centro talenti, territori e nuove visioni femminili in Sardegna. La residenza artistica, promossa dalla Società Umanitaria di Carbonia, guarda al futuro dell’audiovisivo isolano con un approccio innovativo e partecipativo. Andrea Contu ha spiegato: “Giudicesse 2030 è una residenza artistica capace di valorizzare la figura della donna in Sardegna”. Il progetto nasce grazie al sostegno della Regione e si conferma tra le iniziative culturali più originali del panorama sardo.

L’edizione 2026 di Giudicesse 2030 punta su una visione potente e simbolica, ideata dalle artiste Marta Anatra e Claudia Mollese. Il progetto selezionato tra oltre 48 candidature porterà un equipaggio interamente femminile a bordo di un veliero lungo le coste del Sulcis. Attraverso la metafora della navigazione emergeranno dinamiche di leadership e decisione collettiva. Contu ha sottolineato: “Parliamo di politica senza politica, di pratiche e relazioni capaci di generare valore politico fuori dai canoni classici”. Il mare diventa così spazio di riflessione e sperimentazione.
La residenza si svolgerà dal 22 luglio al 4 agosto e culminerà nella realizzazione di un cortometraggio di 15-30 minuti, prodotto in tempi estremamente serrati. Le registe dovranno scrivere, girare, montare e finalizzare l’opera in appena quindici giorni. Un processo creativo intenso che sfida i tempi tradizionali del cinema. Andrea Contu ha evidenziato: “Chiediamo uno sforzo enorme, perché normalmente per un prodotto audiovisivo servono mesi”. Il film sarà presentato durante Cine Sulcis presso Arena Fenice, insieme ai lavori delle edizioni precedenti.
Intervista a cura di Veronica Fadda
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