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Saif Raja presenta “Hijra”: un viaggio tra identità culturale e sessualità stage@radiolina.it
Questa sera alle 18 alla Fondazione Sardegna di via San Salvatore da Horta ci sarà la presentazione del libro “Hijra” organizzata dal Progetto Accresce. L’autore, Saif ur Rehman Raja, sarà accompagnato dalla giornalista Maddalena Brunetti e dal mediatore culturale Mamadou Mbengue. Il libro è un’autobiografia coraggiosa che tratta i temi dell’identità etnica, culturale e sessuale. Temi molto vicini agli adolescenti, che in questo momento della loro vita hanno bisogno di strumenti per iniziare a scoprirsi al di fuori delle etichette che gli sono state date.

Nato in Pakistan, Saif è arrivato a Belluno a 11 anni. Adesso, a 31 anni si occupa di pedagogia. Già all’età di 5 anni, il fatto di giocare con le bambole lo faceva sentire sbagliato agli occhi degli adulti. Arrivato in Italia inizia a sentirsi troppo pakistano per gli italiani e viceversa. Cresciuto in una famiglia musulmana, dopo aver fatto coming out, suo padre lo definisce un “hijra”, ovvero un mezzo uomo, a causa della sua omosessualità.
Il Progetto Accresce, come spiega Maddalena Brunetti, è un progetto selezionato dal fondo “Con i bambini“, che si occupa del contrasto alla povertà educativa. Spesso si tende a parlare dei “giovani di oggi” come un problema: in realtà le difficoltà nascono dalla situazione di isolamento educativo in cui si trovano famiglie, educatori e insegnanti. L’obbiettivo del progetto è quello di creare una sorta di comunità “educante”, ricostruendo una rete educativa attorno ai ragazzi.

Come racconta Saif Raja, la sua autobiografia non solo racconta la sua storia, ma quella di tanti altri ragazzi immigrati di seconda generazione, che si trovano in bilico tra due culture. Nelle scuole viene accolto bene, ma da questi incontri traspare il fatto che non sono abbastanza preparate a gestire le situazioni multiculturali. Secondo l’autore, con gli adolescenti, è importante essere disposti all’ascolto. I ragazzi che hanno vissuto i loro 14/15/16 anni durante la pandemia, mostrano grande disagio, e hanno bisogno di adulti che si sappiano mostrare a loro volta vulnerabili.
Intervista a cura di Franscesco Abate
Caffè Corretto del 31-01-2025
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