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Il bilancio completo del ciclone Harry in Sardegna

today23 Gennaio 2026 53

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Emergenza ciclone Harry in Sardegna, il bilancio: nessuna vittima ma danni ingenti

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    Il bilancio completo del ciclone Harry in Sardegna stage@radiolina.it

Il ciclone Harry ha colpito la Sardegna causando gravi danni a infrastrutture, ambiente e attività produttive, senza però provocare vittime o feriti grazie alla prevenzione istituzionale. «Quando la Protezione civile conta solo danni materiali e non vittime, possiamo dire che è andata bene», ha dichiarato Rosanna Laconi, assessore regionale alla difesa dell’ambiente.

Capoterra in un immagine diffusa dal sindaco Garau (US)

Bilancio del ciclone Harry e stima dei danni

I primi sopralluoghi indicano danni economici molto elevati, con stime che potrebbero raggiungere centinaia di milioni di euro, colpendo strade, scuole e siti di valore storico. «Parliamo sicuramente di centinaia di milioni di euro, solo il sito di Nora supera già i due milioni», ha spiegato l’assessora Laconi.

La Statale 195 resta una criticità strutturale: il bilancio del ciclone Harry in Sardegna

La Statale 195 si conferma vulnerabile alle mareggiate estreme, aprendo il dibattito sulla necessità di un’arteria alternativa più sicura e resiliente. «Forse è il momento di pensare seriamente a una strada alternativa alla 195 e completare la viabilità», ha affermato Rosanna Laconi.

L’assessora Rossana Laconi negli studi di Radiolina

Prevenzione e coordinamento prima dell’arrivo del ciclone

La macchina della Protezione civile regionale è stata attivata con giorni di anticipo, grazie ad allerte meteo precise e al coinvolgimento capillare dei territori. «Dal 17 gennaio abbiamo convocato tutti i soggetti coinvolti e preparato la macchina esattamente per l’evento che si è verificato», ha sottolineato Laconi.

I numeri dell’emergenza e l’impegno del volontariato

Durante l’emergenza sono stati effettuati migliaia di interventi, con il coinvolgimento massiccio di Protezione civile, vigili del fuoco, Corpo forestale e volontari. «Abbiamo schierato quasi duemila volontari e centinaia di operatori, una macchina imponente resa possibile dalla preparazione», ha detto l’assessora.

Comuni e prefetture al centro della risposta territoriale

I sindaci e le prefetture hanno attivato rapidamente i centri operativi comunali e i centri di coordinamento dei soccorsi, garantendo una gestione efficace dell’emergenza. «Sono stati attivati 146 COC e tre CCS, dimostrando una risposta pronta e coordinata», ha evidenziato Rosanna Laconi.

Supporto della Protezione civile nazionale e del Governo

Il Dipartimento nazionale di Protezione civile ha affiancato la Regione con briefing quotidiani e sopralluoghi, assicurando una presenza costante dello Stato. «Il Dipartimento nazionale ci è stato vicino ogni giorno, con funzionari sul posto e il capo dipartimento in Sardegna», ha dichiarato Laconi.

L’assessora Rossana Laconi negli studi di Radiolina con Matteo Vercelli

Dighe sotto controllo ed evacuazioni preventive

Il monitoraggio delle dighe, in particolare Rio Posada e Flumendosa, ha evitato esondazioni grazie a svasamenti controllati ed evacuazioni tempestive. «La prevenzione ha giocato un ruolo decisivo, evitando danni gravi ai paesi a valle», ha spiegato l’assessora regionale.

Ripristino delle infrastrutture e futuro della viabilità

La Regione lavora ora alla messa in sicurezza immediata e alla ricostruzione, valutando interventi strutturali per ridurre i rischi futuri. «Il ripristino della 195 è prioritario, ma serve completare l’arteria alternativa per una soluzione definitiva», ha affermato Laconi.

Danni ambientali ed erosione delle coste sarde

Il ciclone ha causato gravi danni ambientali, con erosione costiera e distruzione delle praterie di Posidonia, fondamentali per la protezione del mare. «Vedere il Poetto coperto dalle radici di Posidonia significa che la prateria è stata strappata via», ha concluso Rosanna Laconi.

Intervista a cura di Matteo Vercelli

Caffè Corretto del 23-01-2026

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