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Il dramma dell’alluvione di Valencia e i danni del clima Fabio Leoni
L’alluvione che ha colpito Valencia ha causato oltre 158 morti, mentre il numero dei dispersi rimane alto, secondo le stime ufficiali. Valencia e altre province devastate vivono ora tra fango e macerie, affrontando un dramma paragonabile ai peggiori eventi della storia recente del Paese. Per capire cosa sta succedendo e cosa ci aspetta, è intervenuto ai microfoni di Radiolina, Antonio Olita, primo ricercatore del Cnr–Inac e docente di Rischio climatico all’università di Cagliari, che asserisce: “E’ accaduto un fenomeno che può accadere sia in primavera che in autunno, che riguarda lo scontrarsi tra masse d’aria molto fredde. Nello specifico di Valencia è accaduto che una Goccia Fredda “dana” si è staccata dalle così dette correnti a getto, questa sacca d’aria ha fatto si che questa cella temporalesca che è andata a formarsi in questa regione della Spagna, ha potuto autorigenerarsi e rimanere nella zona generando per ore una quantità d’acqua elevatissima”.

Il fenomeno meteorologico conosciuto in Spagna come “DANA” (“Depresión Aislada en Niveles Altos”), tradotto in italiano come “goccia fredda,”. Questo è un sistema di bassa pressione che si isola nei livelli più alti dell’atmosfera. Questo fenomeno, spiegato dall’Agenzia Meteorologica Statale Spagnola (AEMET), si verifica quando una vasta area di bassa pressione si separa dal flusso zonale, creando una “gota fría” o “cut-off low” in inglese, un vortice autonomo di bassa pressione a circa 9-10 chilometri di altezza. Una DANA può avere effetti meteorologici intensi, causando precipitazioni abbondanti e forti venti, e talvolta può stazionare per giorni, deviando il suo corso naturale e assumendo una posizione retrograda, ovvero muovendosi in senso opposto rispetto al flusso principale.

Il fenomeno registrato nella zona di Siliqua, che ha portato alla morte di Davide Manca, potrebbe sembrare vicino a quello di Valencia. Olita, ha voluto fare chiarezza sull’evento climatico dei giorni scorsi e dichiara: “Il fenomeno è abbastanza diverso, ma se vogliamo ha anche delle similitudini. Anche in questo caso era una cella temporalesca che ha potuto rigenerarsi, per via dell’umidità che arrivava dalle parti più basse dell’atmosfera quindi continuava a risucchiare calore e vapore acqueo e così rigenerarsi”.
Intervista a cura di Fabio Manca
Caffè Corretto del 01-11-2024