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Il “Rombo di Tuono” di Grazia Deledda Giuseppe Deiana, Lele Casini, Neria De Giovanni
Durante la puntata speciale di Caffè Corretto, con Giuseppe Deiana e Lele Casini, è intervenuta Neria De Giovanni, una docente tra le maggiori esperte di Grazia Deledda. Negli scritti, c’è l’ immagine del rombo di tuono, del rumore che arriva poi col tuono prima del lampo e che la scrittrice sarda coniò e poi Gianni Brera riprese come soprannome di Gigi Riva.
La professoressa Neria De Giovanni, spiega che l’immagine del “Rombo di Tuono” ha un doppio significato. Da un lato, rappresenta la forza della natura, la potenza dei suoi elementi. Dall’altro lato, rappresenta anche la forza dell’uomo, la sua capacità di superare le difficoltà.
Nel romanzo “Cenere”, pubblicata nel 1905, il “Rombo di Tuono” è associato alla figura di Ulì, una giovane donna che è stata messa incinta e ripudiata dal padre. Ulì è accolta da una vedova, la vedova del bandito a Fonni:
“La notte in cui arriva a casa della vedova, Ulì sente il vento urlare sempre più forte con un continuo rombo di tuono. La figura cadaverica della vedova e l’ambiente nero illuminato solo a strazi dalla fiamma lividognola del misero fuoco danno ad Ulì un’infantile volontà di terrore.”
In questo contesto, il “Rombo di Tuono” rappresenta la tempesta interiore che Ulì sta vivendo. È una tempesta di emozioni contrastanti: rabbia, paura, dolore, speranza. Ulì è una giovane donna fragile e indifesa, ma ha anche una forza interiore che le permette di superare le difficoltà.
Nel romanzo “Il nostro padrone”, pubblicato nel 1910, il “Rombo di Tuono” è associato alla speculazione boschiva. Il romanzo racconta la storia di un gruppo di contadini sardi che lottano contro l’espropriazione dei loro boschi da parte di un ricco proprietario terriero.
Nella scena iniziale del romanzo, si legge: “Si sentiva il vento fremere a intervalli, poi il suo rumore cresceva, si avvicinava, diventava acuto e fragoroso, come un rombo di tuono, e di nuovo diminuiva e si allontanava ridiventando un lieve fruscio. Pareva che un treno attraversasse la solitudine della montagna.”
In questo contesto, la frase, rappresenta la forza della natura che si ribella contro l’uomo. È un avvertimento che la natura non può essere dominata impunemente.
L’immagine del “Rombo di Tuono” è una potente metafora che si presta a diverse interpretazioni. È un’immagine che può essere applicata a diversi contesti, sia individuali che collettivi. È un’immagine che ci ricorda che la forza della natura e la forza dell’uomo possono essere sia distruttive che creative.
Intervista a cura di Giuseppe Deiana e Lele Casini
Caffè Corretto, puntata del 24 gennaio 2024.