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Interviste

La Sardegna protagonista a Vinitaly con 112 cantine

today13 Aprile 2026 9

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La Sardegna a Vinitaly: numeri record e nuove sfide

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    La Sardegna protagonista a Vinitaly con 112 cantine Giulio Zasso, Michele Ruffi, Francesco Agus

La Sardegna si mette in mostra al Vinitaly 2026, la più importante fiera internazionale dedicata al vino italiano, in corso a Verona. Con 112 aziende presenti, l’Isola conferma il proprio ruolo strategico nel panorama vitivinicolo nazionale e punta a rafforzare la sua posizione sui mercati globali.

Bicchieri di vino (Immagine simbolo)

Vinitaly 2026: numeri record e crescita del vino sardo

Alla 58esima edizione di Vinitaly, la partecipazione della Sardegna raggiunge numeri mai registrati prima. Sono 80 le aziende ospitate nel padiglione della Regione Sardegna, mentre altre 32 cantine partecipano con stand indipendenti o in altre collettive.

Come sottolineato dall’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Agus, la presenza così ampia dimostra un interesse crescente verso il settore vinicolo sardo, sempre più competitivo e orientato all’internazionalizzazione.  Il Vinitaly si conferma una vetrina globale fondamentale, capace di favorire accordi commerciali con buyer provenienti da tutto il mondo e di valorizzare un comparto in forte espansione.

Export, nuovi mercati e sfide globali

Il contesto internazionale resta complesso, ma il settore vitivinicolo guarda avanti. L’export rappresenta una leva strategica per la crescita delle cantine sarde, anche se le attuali tensioni economiche globali rendono lo scenario incerto.

Secondo Francesco Agus, il futuro del vino sardo passa dalla diversificazione dei mercati, con un’attenzione particolare verso l’Asia, oggi considerata l’area più promettente per lo sviluppo commerciale. Nonostante le difficoltà legate all’insularità, che incidono sui costi di produzione e distribuzione, il brand Sardegna continua a evocare qualità, autenticità e territorio, elementi sempre più apprezzati dai consumatori internazionali.

Enoturismo, territorio e vitigni autoctoni: il “modello Sardegna”

Oltre ai numeri, il Vinitaly 2026 mette in luce il cosiddetto “modello Sardegna”, basato su biodiversità, longevità e valorizzazione dei vitigni autoctoni. Tra i protagonisti, spiccano grandi classici come il Cannonau e il Vermentino, ma emergono anche nuove realtà produttive e vitigni meno conosciuti, segno di un settore in continua evoluzione.

Grande attenzione anche all’enoturismo, considerato un asset strategico per lo sviluppo economico dell’Isola. L’integrazione tra produzione vinicola e territorio rappresenta una leva fondamentale, soprattutto per le aree interne soggette a spopolamento. Durante la manifestazione sono previsti eventi, degustazioni e approfondimenti, tra cui focus dedicati al consumo consapevole e al ruolo delle nuove generazioni nel mondo del vino.

Il futuro del vino in Sardegna tra crescita e cambiamento climatico

Il comparto vitivinicolo sardo è in espansione, con oltre 400 cantine attive, ma si trova anche ad affrontare nuove sfide. Il cambiamento climatico rappresenta una delle principali criticità, con effetti sempre più evidenti sulla produzione. Le recenti ondate di gelo hanno già causato danni a diverse coltivazioni, evidenziando la necessità di strategie di adattamento e sostegno al settore.

Per questo motivo, la Regione punta a creare un sistema integrato del vino, capace di unire produttori, istituzioni e mercati in una visione condivisa di sviluppo. Il Vinitaly 2026 diventa così non solo una vetrina, ma anche un punto di partenza per costruire il futuro del vino sardo, tra innovazione, tradizione e nuove opportunità globali.

 

Intervista a cura di Giulio Zasso e Michele Ruffi

La Strambata del 13-04-2026

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