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Gli Editoriali de L'Unione Sarda

Le donne e la politica – di Simona De Francisci

micRadiolinatoday2 Luglio 2026 6

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L’ Intervento del 02-07-2026 – Le donne e la politica

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    Le donne e la politica – di Simona De Francisci Radiolina

Due giugno 1946. Una rivoluzione per il nostro Paese. Per le donne un’autentica “prima”: i seggi elettorali le vedono candidate ed elettrici. Vengono “incoronate” 21 donne per l’Assemblea Costituente. Calcolando la loro proporzione (3,7%) sul totale degli eletti (556) il divario di genere sembra abissale.

Immagine generata con intelligenza artificiale

Ma è l’inizio di un cambio di passo di fronte ad un silenzio politico secolare. Lascia senza parole il grande impatto che avranno nella elaborazione della nostra Carta e nei percorsi legislativi nelle decadi a venire. Le Madri Costituenti avevano estrazione politica diversa ma una volontà comune, (ri)costruire un Paese dilaniato dalla guerra e dalla povertà. Le differenze vennero messe da parte per dare dimostrazione di come principi umani universali potessero unire anime diverse. 21 combattenti per diritti fino ad allora violati da un patriarcato ed uno sbilanciamento di genere non più accettabile e sopportabile.

Le loro idee oggi mostrano una modernità inattaccabile. Molte di loro sono ignote, ma tutte meritano una standing ovation perché hanno lottato non solo contro le diffidenze di avversari politici ma anche contro quelle degli stessi compagni di partito. Hanno combattuto per le tutele delle madri, delle lavoratrici, dei figli illegittimi, per le pari opportunità professionali, ma soprattutto per l’uguaglianza di sesso, formale e sostanziale (articolo 3 della Carta). Molte di loro hanno fatto la Resistenza. Ma la loro “azione partigiana” si è svolta nel dopoguerra quando hanno fatto comprendere l’importanza della donna in una società moderna. Il percorso da loro intrapreso è risultato lungo. Certi diritti sono stati ottenuti anche dopo più di 10 anni (vedi la Legge Merlin che 1958 decretò la chiusura dei bordelli). Hanno sfondato una porta che ancora oggi deve essere completamente scardinata.

La Sardegna ha dato un impulso importante. Nel 1946 due sarde conquistarono lo scranno più alto di un’amministrazione comunale insieme ad altre 11 nel resto d’Italia. A Orune Margherita Sanna e a Borutta Ninetta Bartoli “vestono la fascia tricolore”. Il loro successo era doppiamente significativo: figure femminili emergevano in contesti geografici isolani quasi arcaici. Loro, come le Madri Costituenti, lottarono per favorire il miglioramento dell’istruzione, per la crescita delle donne e per lo sviluppo locale.

Nelle ultime amministrative (7-8 giugno) hanno trionfato nella corsa a primo cittadino. Il ruolo di “sindacA” non è più una eccezione. Tuttavia, resistenze sono evidenti. Candidature femminili sono spesso ostacolate, accompagnate da sorrisini ironici, battute sessiste. Insomma, un ripetersi di un film già visto nel dopoguerra quando le 21 Costituenti erano menzionate per la giovane età, per i vestiti, per aspetti fisici. Ma, c’è un solido “ma”. In ottant’anni di storia repubblicana passi ne sono stati compiuti. La strada non è così complicata come nel 1946. I diritti acquisiti vanno difesi e nuovi devono essere conquistati.

La lotta partigiana al femminile è una lezione continua per le donne di oggi. In passato non è stato chiesto un banale privilegio ma uguaglianza ed equità. Il loro modello è uno stimolo per coloro che lottano per altri diritti, per le cosiddette “minoranze”. Biologicamente la diversità non è sinonimo di inferiorità ma espressione di normalità. Qualche politico nostrano e non dovrebbe seguire corsi intensivi di biologia per acquisire consapevolezza che nel 2026 non può essere assente. Soprattutto quando si ha l’ambizione di guidare una società civile. Le 21 Madri Costituenti si misero al servizio della collettività. La loro determinazione e quella di coloro che ieri e oggi svolgono ruoli politici devono durare come una eredità della quale chiunque può usufruire per il bene di tutti.

Simona De Francisci, giornalista e condirettrice del Tg di Videolina

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