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Malattia renale cronica: aumenta la sensibilizzazione sul tema cristina
Oggi, giovedì 14 marzo, è la giornata mondiale del rene. Tematica di importante rilievo, richiama alla sensibilizzazione e prevenzione della malattia renale cronica. Come asserito da Antonello Pani – direttore nefrologia Arnas-Brotzu – questa è una patologia che colpisce mediamente un individuo su dieci della popolazione mondiale, inserendosi come una delle malattie croniche più frequenti. Sicuramente meno conosciuta rispetto ad altre disfunzioni, essa sta piano piano assumendo uno spazio maggiore.
Secondo il direttore della nefrologia Arnas-Brotzu, circa il 14- 15 % della popolazione in Sardegna soffre di questa patologia, posizionandosi dietro alla sola Sicilia come numero di pazienti. Fortunatamente, ci sono delle nuove scoperte: molecole che si aggiungono per rallentare la progressione del danno renale, posticipando di mesi o anni l’ingresso in dialisi.
Altro aspetto quello dei farmaci biologici, molto moderni ma altrettanto costosi: certamente un problema, dunque, per la sostenibilità delle cure. L’obiettivo della ricerca è quello di formare gli operatori sanitari alla problematica, rafforzando il patto con le comunità dei pazienti, rendendo fruibile per tutti la pratica terapeutica ottimale della malattia renale cronica.
Per preservare i reni, organi fondamentali, è bene ricorrere a un’ottima alimentazione, evitando il fumo e introducendo una costante idratazione al nostro fisico. Attenzione per chi soffre di obesità, ipertensione e diabete: questi sono tutti fattori che aumentano il rischio di danno renale. Prevenzione vuol dire effettuare anche esami come un controllo delle urine o ecografia renale che, a basso costo, possono rivelarsi molto utili.
Intervista a cura di Egidiangela Sechi