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Maria Paolucci, la canzone in sardo diventa una promessa d’amore Fabio Leoni
La storia musicale di Maria Paolucci parte dal 2020, durante il periodo più difficile della pandemia, quando lavorava come guida turistica nei siti minerari dell’Iglesiente. Appassionata di musica e cantante da anni, Maria sentiva il desiderio di raccontare la propria terra attraverso una canzone scritta interamente in sardo. «Non avevo mai scritto in sardo, ma avevo il pallino di dover raccontare e valorizzare la lingua della mia terra», racconta oggi. Quel brano, rimasto per sei anni nel cassetto, ha trovato finalmente il momento giusto per essere pubblicato, trasformandosi anche nella colonna sonora di una storia d’amore.

La svolta è arrivata durante un viaggio di gruppo nelle Filippine, trascorso insieme ad alcune persone alle quali Maria ha deciso finalmente di far ascoltare quella canzone. «Mi hanno detto: Maria, ma stai scherzando? Devi prometterci che la pubblicherai», racconta la cantante, ricordando quel momento vissuto in barca durante una giornata particolarmente emozionante. Quelle parole hanno riacceso un progetto rimasto fermo per anni, convincendola che fosse arrivato il momento di condividere il brano. Al ritorno in Sardegna, gli amici hanno mantenuto la promessa e le hanno ricordato quell’impegno, spingendola verso la pubblicazione.
Il brano di Maria Paolucci non rappresenta soltanto un debutto musicale, ma porta con sé un messaggio di speranza rivolto soprattutto a chi attraversa momenti difficili. La canzone, infatti, parla della possibilità di incontrare qualcosa o qualcuno capace di cambiare completamente il proprio percorso. «L’invito è quello di non perdere la speranza, perché se qualcosa va male non bisogna pensare che durerà per sempre», spiega Maria. Il significato assume oggi una forza particolare, perché quella persona immaginata nel testo è diventata reale e quest’anno sarà protagonista insieme a lei del giorno del matrimonio.

Il matrimonio nella Cattedrale di Oristano rappresenterà anche l’occasione per inserire il brano nella celebrazione di una giornata speciale. Maria, infatti, vuole continuare a raccontare la Sardegna attraverso musica, social e divulgazione turistica, mostrando un patrimonio spesso poco conosciuto. «La Sardegna viene raccontata in modo limitato, ma c’è tanto di cui parlare, dalla civiltà nuragica al patrimonio minerario», sottolinea. Il suo lavoro punta quindi a superare l’immagine dell’isola legata esclusivamente alle spiagge, valorizzando storia, cultura, lingua e identità attraverso strumenti comunicativi capaci di raggiungere pubblici sempre più ampi.
Intervista a cura di Alessandra Ragas
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