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Meningite: in Inghilterra sono in aumento i casi, dobbiamo preoccuparci?

today24 Marzo 2026 56

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Meningite B in Inghilterra: allarme o focolai isolati?

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    Meningite: in Inghilterra sono in aumento i casi, dobbiamo preoccuparci? Giuseppe Valdes

In Inghilterra si registra un aumento dei casi di meningite di tipo B, ma secondo gli esperti non si tratta di una vera emergenza generalizzata. Il professor Paolo Bonanni, ordinario di Igiene all’Università di Firenze, chiarisce che siamo di fronte a piccoli focolai localizzati e non a una diffusione su larga scala.

Meningite (Immagine simbolo)

Meningite B in Inghilterra: casi limitati ma attenzione alta

Un’epidemia viene definita come un numero di casi superiore alle attese, ma in questo caso si parla di situazioni circoscritte, spesso legate a comunità chiuse come college o caserme. I numeri restano contenuti, generalmente qualche decina di casi, e non rappresentano al momento un rischio immediato di diffusione internazionale. Tuttavia, il fenomeno non va sottovalutato: rappresenta un campanello d’allarme che impone ai sistemi sanitari, compreso quello italiano, di mantenere alta l’attenzione e la preparazione.

Vaccino contro la meningite: efficacia e copertura in Italia

Il tema della prevenzione resta centrale. Il vaccino contro la meningite è efficace, ma la situazione italiana presenta alcune criticità legate alla copertura. Esistono diversi ceppi di meningococco: quelli di tipo A, Y e W sono coperti da un vaccino coniugato, somministrato generalmente ai bambini intorno all’anno di età e agli adolescenti. Per quanto riguarda il meningococco B, la vaccinazione è stata introdotta in modo uniforme per i bambini piccoli a partire dal 2014-2015.

Il problema, però, riguarda gli adolescenti. In Italia manca ancora una copertura vaccinale omogenea a livello nazionale, perché la vaccinazione in questa fascia d’età non è inserita nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). Questo significa che alcune regioni la offrono gratuitamente, mentre altre no, creando una disparità territoriale significativa.

Disuguaglianze e necessità di una strategia nazionale

La mancanza di uniformità genera situazioni di iniquità sanitaria. Famiglie con più figli possono trovarsi a dover sostenere costi elevati per vaccinare tutti, soprattutto in regioni dove è previsto un ticket consistente.

Secondo il professor Bonanni, questa situazione rappresenta una criticità che dovrebbe essere affrontata a livello di Conferenza Stato-Regioni, per garantire a tutti lo stesso accesso alla prevenzione. Le società scientifiche chiedono da anni l’introduzione della vaccinazione adolescenziale nel calendario nazionale.

Vaccinazione: perché servono richiami tra infanzia e adolescenza

L’obiettivo è chiaro: prevedere due momenti fondamentali di vaccinazione, uno nell’infanzia e uno nell’adolescenza, per assicurare una protezione efficace nel tempo. Questo perché la copertura ottenuta da piccoli non garantisce una protezione completa negli anni successivi.

In conclusione, il quadro attuale non indica un’emergenza immediata, ma evidenzia la necessità di una politica vaccinale nazionale più strutturata, equa e aggiornata, capace di prevenire eventuali criticità future e garantire una tutela uniforme della salute pubblica.

 

Intervista a cura di Simona De Francisci

La Strambata del 24-03-2026

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