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Interviste

Menopausa: la terapia ormonale sostitutiva migliora la vita

micSimona De Francisci, Anna Maria Colaotoday5 Giugno 2026 11

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La menopausa aumenta i rischi cardiovascolari, serve più attenzione

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    Menopausa: la terapia ormonale sostitutiva migliora la vita Giuseppe Valdes

La menopausa non è soltanto la fine dell’età fertile, ma una fase di profondo cambiamento per l’organismo femminile. A spiegarlo è Annamaria Colao, scienziata e neuroendocrinologa di fama internazionale, Ordinario di Endocrinologia all’Università Federico II di Napoli e vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità, intervenuta per approfondire i principali effetti della menopausa e il ruolo della terapia ormonale sostitutiva.

Menopausa (Immagine simbolo)

Menopausa e salute femminile: quali sono i rischi più sottovalutati

Secondo la professoressa Colao, la menopausa rappresenta un momento particolarmente delicato nella vita di una donna perché coincide con una significativa riduzione degli estrogeni, del progesterone e di altri ormoni fondamentali per il corretto funzionamento dell’organismo.

«Gli ormoni scandiscono la nostra vita e il loro equilibrio è essenziale per il benessere fisico e mentale», spiega la specialista. La diminuzione degli estrogeni comporta infatti cambiamenti metabolici che possono favorire l’accumulo di grasso corporeo e aumentare il rischio cardiovascolare. Parallelamente, il calo del progesterone può influire negativamente sull’umore, provocando irritabilità, tristezza, sbalzi emotivi e una maggiore vulnerabilità psicologica.

Tra i sintomi più frequenti vi sono anche i disturbi del sonno, che spesso compromettono la qualità della vita e incidono sul benessere generale della donna. Secondo Colao, molti di questi effetti vengono ancora oggi sottovalutati nonostante possano avere conseguenze importanti sulla salute nel lungo periodo.

«È vero che la menopausa è un processo fisiologico, ma non significa che le donne debbano accettarne passivamente tutte le conseguenze. Quando i sintomi sono importanti e incidono sulla salute, è necessario intervenire», sottolinea.

Terapia ormonale sostitutiva: benefici, sicurezza e nuove evidenze scientifiche

Uno dei temi più dibattuti riguarda la terapia ormonale sostitutiva (TOS), tornata negli ultimi anni al centro dell’attenzione scientifica grazie ai progressi della ricerca e allo sviluppo di trattamenti più sicuri.

La vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità evidenzia come le moderne terapie utilizzino prevalentemente ormoni bioidentici, sostanze che riproducono fedelmente gli ormoni prodotti naturalmente dall’organismo femminile.

«Le terapie di oggi sono molto diverse rispetto a quelle utilizzate decenni fa. Gli ormoni bioidentici hanno caratteristiche più vicine alla fisiologia naturale e consentono un approccio terapeutico più personalizzato», spiega Colao.

L’esperta si esprime in maniera netta sull’utilità della terapia ormonale sostitutiva nelle donne che non presentano controindicazioni specifiche.

«Approvo la terapia ormonale sostitutiva perché oggi l’aspettativa di vita è notevolmente aumentata e non possiamo immaginare di vivere decenni senza il supporto degli ormoni che il nostro organismo produceva naturalmente», afferma.

La terapia può contribuire a ridurre numerosi sintomi della menopausa e, secondo le evidenze scientifiche disponibili, può offrire benefici anche sul piano metabolico, cardiovascolare e cognitivo.

Quando la terapia ormonale non è consigliata e quali controlli fare

La terapia ormonale sostitutiva non è però indicata per tutte le donne. Esistono condizioni cliniche che richiedono particolare attenzione e che possono rappresentare una controindicazione al trattamento.

Tra queste vi sono i tumori ormonosensibili, come alcuni tumori della mammella e dell’utero, e particolari predisposizioni genetiche legate alle mutazioni dei geni BRCA, associate a un rischio più elevato di sviluppare alcune forme di cancro.

La specialista precisa inoltre che una semplice familiarità non equivale necessariamente a una predisposizione genetica. Per questo motivo è importante distinguere tra la presenza di casi in famiglia e l’effettiva individuazione di mutazioni genetiche specifiche attraverso test mirati.

Un altro aspetto fondamentale riguarda il rischio trombotico. Prima di iniziare una terapia ormonale, i medici valutano attentamente eventuali fattori che possano aumentare la probabilità di trombosi, infarto o ictus.

«Il rapporto tra benefici e rischi deve essere sempre valutato individualmente. Ogni donna ha una storia clinica diversa e la decisione terapeutica deve essere personalizzata», sottolinea Colao.

Per quanto riguarda il momento migliore per iniziare il trattamento, le linee guida consigliano generalmente di avviare la terapia entro dieci anni dall’ultima mestruazione. In questa finestra temporale sembrano infatti essere maggiori i benefici documentati sul rischio di diabete e sul declino cognitivo.

Il messaggio della scienziata è chiaro: la menopausa è una fase naturale della vita femminile, ma oggi esistono strumenti terapeutici che permettono di affrontarla con maggiore serenità, riducendo sintomi e rischi per la salute. La valutazione specialistica resta però indispensabile per individuare il percorso più adatto a ogni singola donna.

 

Intervista a cura di Simona De Francisci

La Strambata del 05-06-2026

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