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Mercato agroalimentare di Sestu: 150 mila tonnellate di ortofrutta all’anno Giuseppe Valdes
Il mercato agroalimentare di Sestu rappresenta uno dei principali poli logistici della Sardegna per la distribuzione dei prodotti ortofrutticoli. A raccontarne la storia, i numeri e il ruolo strategico è Giorgio Licheri, direttore di Coagri Sardegna, intervenuto ai microfoni di Radiolina.

Il progetto del Centro Agroalimentare della Sardegna nasce negli anni Novanta con l’obiettivo di trasferire il mercato all’ingrosso dal centro di Cagliari alla periferia, rendendolo più efficiente dal punto di vista logistico.
Come spiegato da Giorgio Licheri, nel 1997 venne siglato un accordo di programma tra il Comune di Sestu, la Provincia di Cagliari (oggi Città Metropolitana) e la Regione Sardegna. L’obiettivo era quello di realizzare una struttura moderna destinata a migliorare l’organizzazione della distribuzione dei prodotti agroalimentari nell’isola.
Il mercato ortofrutticolo è stato inaugurato nel 2007. Ancora oggi continua il proprio percorso di sviluppo, ampliando progressivamente i servizi offerti agli operatori del settore. Uno degli aspetti più rilevanti della struttura riguarda la formazione del prezzo di mercato, considerata una delle funzioni principali dei mercati all’ingrosso.
Secondo Licheri, la presenza di numerosi venditori e compratori permette di determinare un prezzo equo, frutto dell’incontro tra domanda e offerta e vantaggioso sia per chi vende sia per chi acquista.
I dati illustrati dal direttore di Coagri Sardegna confermano il peso economico della struttura. Attualmente il mercato registra tutti gli spazi destinati all’ortofrutta completamente occupati e ospita 65 aziende, alcune specializzate nella commercializzazione dei prodotti locali e altre nella distribuzione di prodotti nazionali e di importazione.
Ogni anno vengono movimentati circa 1,5 milioni di quintali di ortofrutta, equivalenti a 150 mila tonnellate di prodotti. L’impatto occupazionale è altrettanto significativo. All’interno del mercato lavorano circa 200 persone tra dipendenti e titolari delle aziende presenti.
Attorno alla struttura gravitano inoltre 1.500 clienti, tra dettaglianti, operatori della ristorazione e professionisti della filiera, oltre a circa 1.000 aziende agricole sarde che conferiscono quotidianamente i propri prodotti. Nel complesso, l’indotto coinvolge circa 5.000 persone, confermando il ruolo centrale del mercato agroalimentare nell’economia regionale.
Per Giorgio Licheri il mercato agroalimentare non è semplicemente un luogo destinato alla compravendita di frutta e verdura. Si tratta di una vera infrastruttura economica regionale, capace di mettere in collegamento la produzione agricola sarda con il sistema della distribuzione, della logistica e della commercializzazione.
La struttura consente infatti di valorizzare i prodotti del territorio, garantendo allo stesso tempo l’approvvigionamento di referenze provenienti dal resto d’Italia e dall’estero. Questo assicura ai consumatori sardi un’offerta ampia e costante durante tutto l’anno.
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