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Monumenti Aperti 2026 a Cagliari: 70 siti visitabili per la 30ª edizione Giulio Zasso, Michele Ruffi, MassimilIano Messina
Nel weekend del 18 e 19 aprile Monumenti Aperti inaugura la sua 30ª edizione partendo da Cagliari, città dove tutto è nato oltre trent’anni fa. A raccontare numeri, novità e significato della manifestazione è Massimiliano Messina, presidente di Imago Mundi Odv e fondatore dell’iniziativa che ha rivoluzionato il modo di vivere il patrimonio culturale. Saranno 70 i monumenti aperti al pubblico, con un programma ricco di eventi, visite guidate e iniziative pensate per tutte le età. Un traguardo importante che conferma Monumenti Aperti come uno degli appuntamenti più attesi della primavera culturale in Sardegna e in tutta Italia.

Uno degli elementi distintivi di Monumenti Aperti è il forte coinvolgimento della comunità. Oltre 5.500 volontari tra studenti e cittadini daranno vita all’edizione 2026, rendendo possibile l’apertura e la valorizzazione dei siti culturali.
Il mondo della scuola è protagonista assoluto con 54 istituti scolastici coinvolti e 64 plessi, per un totale di quasi 5.000 studenti, di cui 1.900 impegnati nei percorsi di formazione. A questo si aggiunge il contributo di 44 associazioni, in un modello partecipativo che negli anni ha fatto scuola anche a livello nazionale.
Come sottolinea Massimiliano Messina, sono proprio i giovani a rappresentare il motore dell’evento, accompagnando i visitatori alla scoperta dei monumenti e contribuendo a diffondere una nuova consapevolezza del patrimonio storico e artistico.
L’edizione 2026 si distingue per nove importanti novità, che arricchiscono ulteriormente l’offerta culturale della città. Tra i siti aperti al pubblico figurano la Direzione Generale della Protezione Civile della Regione Sardegna, il Gilla LAB, il Padiglione del Sale del Parco Nervi, il Cine-Teatro Sant’Eulalia e i fortini militari del Parco di Molentargius.
Per la prima volta saranno visitabili anche luoghi simbolici come la torre campanaria della Cattedrale di Cagliari e Villa Devoto, sede istituzionale della Regione, insieme al Teatro Carmen Melis e ai laboratori del Parco della Musica.
Accanto alle novità, tornano anche siti storici e molto amati dal pubblico, a conferma di una manifestazione che unisce tradizione e rinnovamento, mantenendo viva la curiosità dei visitatori anno dopo anno.
Nata negli anni ’90 da un’intuizione legata alla valorizzazione di luoghi spesso chiusi o poco accessibili, Monumenti Aperti ha contribuito a cambiare la percezione del patrimonio culturale. Oggi molti di quei siti sono stabilmente aperti, segno di un cambiamento culturale profondo.
Negli anni la manifestazione si è estesa prima in tutta la Sardegna e poi nel resto d’Italia, arrivando oggi a coinvolgere tutte le 20 regioni. Dopo l’apertura di Cagliari, il calendario proseguirà da maggio con numerosi comuni sardi e, successivamente, con tappe nazionali che toccheranno grandi città e piccoli borghi.
Monumenti Aperti 2026 si conferma così un modello virtuoso di partecipazione culturale, capace di unire istituzioni, scuole e cittadini in un unico grande progetto di valorizzazione del territorio. Un evento che non solo apre le porte dei monumenti, ma costruisce ogni anno una comunità più consapevole e partecipe.
Intervista a cura di Giulio Zasso e Michele Ruffi
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