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Neuralink: migliaia di persone vogliono il chip di Musk Massimiliano Rais e Enzo Asuni
Una delle figure che maggiormente fa parlare di sé è sicuramente quella di Elon Musk e la sua Neuralink. Qualche settimana fa abbiamo parlato del via libera alla sperimentazione umana per quanto concerne Neuralink. Ci ricolleghiamo un po’ anche al discorso che abbiamo fatto martedì quando abbiamo parlato di un dispositivo che permette di leggere il pensiero. Neuralink per chi non lo sapesse sarebbe un chip in grado di interfacciarsi con il cervello umano con l’obiettivo di migliorare la vita delle persone affette da malattie cerebrali.

Quando Musk aveva chiesto l’okay per procedere ricordiamo che aveva proposto un numero di cavie pari a 10 ma pare che la Food and Drug Administration avesse negato il consenso quindi verosimilmente si pensava che il numero di cavie fosse stato negoziato in negativo. In realtà le cavie saranno 11. Nonostante il numero ridotto, sono migliaia le persone che hanno risposto all’appello. Sono migliaia le persone che vogliono farsi impiantare un chip nel cervello. Il no dalle autorità statunitensi era arrivato per questioni di sicurezza derivanti dalla paura che i dispositivi potessero surriscaldarsi o muoversi nel cranio.
Rimanendo sul piano della sicurezza ricordiamo che esiste un’inchiesta tuttora aperta contro Neuralink per aver ucciso 1.500 animali durante le sperimentazioni. Nonostante il dato sono migliaia le persone che sperano di essere tra le prime 11 a essere selezionate per farsi impiantare il chip nel corso del 2024. L’azienda ha inoltre asserito che entro il 2030 vorrebbe aumentare il tiro e allargare la platea di persone coinvolte nella sperimentazione a oltre 20.000.
L’azienda, come emerge dal post che aveva pubblicato a settembre, cercava soggetti con paralisi a tutti e quattro gli arti a causa di lesioni al midollo o alla Sla.
Come avverrà l’operazione?
Il chip viene impiantato dietro l’orecchio attraverso un’operazione chirurgica di circa un paio d’ore. L’intervento in questione prevede la rimozione e la sostituzione di un pezzetto di cranio. Wired asserisce che Business Insider ha riportato che in passato alcuni soggetti che hanno ricevuto impianti anche meno invasivi di quelli di Elon Musk hanno manifestato forti cambiamenti cognitivi. Si sono registrati disturbi dissociativi, tentati suicidi e “paralisi decisionali”, incapacità di prendere decisioni senza consultare il dispositivo.
A cura di Enzo Asuni, social media manager del Gruppo L’Unione Sarda.