play_arrow
Nuova truffa telefonica: attenti al prefisso +31 Cristian Asara
Il panorama della truffa digitale si arricchisce di un nuovo capitolo: una serie di chiamate sospette provenienti dai Paesi Bassi, identificabili dal prefisso +31, sta mettendo in guardia cittadini e autorità. Il modus operandi è tanto semplice quanto insidioso: una voce registrata, fingendosi rappresentante di un’azienda estera, propone allettanti offerte di lavoro. L’esca è invitante, ma il pericolo si cela dietro l’angolo.
La conversazione viene dirottata su WhatsApp, dove i truffatori, abilmente camuffati da reclutatori, carpiscono informazioni personali e sensibili. Curriculum, dati anagrafici e, infine, il bersaglio grosso: i dettagli delle carte di credito e di debito.
Una volta ottenuti questi dati, i criminali utilizzano la tecnica dello “spoofing” per assumere l’identità della vittima e prosciugare i suoi conti bancari.
Questa nuova ondata di truffe segue un copione già visto in passato, con chiamate provenienti da altri paesi, come il Portogallo. La costante è l’abilità dei truffatori di sfruttare la buona fede delle persone e il desiderio di nuove opportunità lavorative.

Le forze dell’ordine raccomandano la massima cautela. Non bisogna mai fornire informazioni personali o finanziarie a interlocutori sconosciuti, soprattutto se la richiesta arriva tramite canali non ufficiali come WhatsApp.
In caso di chiamate sospette, è fondamentale contattare immediatamente la polizia postale per segnalare l’accaduto e mettere in sicurezza i propri dati. La prevenzione è la migliore arma contro queste insidie digitali.
Ricordiamoci che nessuna azienda seria condurrebbe un colloquio di lavoro in questo modo. Se un’offerta sembra troppo bella per essere vera, probabilmente non lo è. Manteniamo alta la guardia e proteggiamo la nostra identità digitale.
Radio Smeralda, puntata del 20 settembre 2024.