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Omicidio di Cinzia Pinna: l’imprenditore Ragnedda ha confessato, ritrovato il corpo nella tenuta Giuseppe Valdes
«L’ho uccisa io». Con questa confessione shock, Emanuele Ragnedda, 41 anni, imprenditore vitivinicolo, ha ammesso l’omicidio di Cinzia Pinna, la 33enne di Castelsardo scomparsa l’11 settembre scorso. I resti della donna sono stati ritrovati vicino a un albero nella tenuta di Conca Entosa, tra Arzachena e Palau, e gli inquirenti ipotizzano che sia stata uccisa con almeno un colpo d’arma da fuoco. Questa sera alle 21:00, uno speciale di Videolina “Radar”, condotto dalla condirettrice del TG Simona De Francisci, sarà dedicato alla vicenda, con aggiornamenti in diretta sugli sviluppi delle indagini.

La posizione di Ragnedda si era aggravata poche ore prima della confessione. L’imprenditore aveva infatti tentato la fuga a bordo di un gommone, salpato dal porto di Cannigione. L’imbarcazione, però, è stata ritrovata gravemente danneggiata e i carabinieri lo hanno fermato direttamente nella sua abitazione, all’interno della grande tenuta. Sul posto sono intervenuti i Ris di Cagliari, che hanno trovato numerose tracce di sangue all’interno della casa.
Ragnedda è indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Insieme a lui è coinvolto anche un 26enne milanese, accusato di averlo aiutato a nascondere il corpo. Il giovane, difeso dagli avvocati Antonello Desini, Nicoletta e Maurizio Mani, si dichiara estraneo ai fatti e sostiene di non conoscere né Ragnedda né Cinzia Pinna. La confessione di Ragnedda è arrivata alla presenza del procuratore di Tempio, Gregorio Capasso, e della pm Noemi Mancini, davanti ai quali l’imprenditore ha ceduto dopo ore di pressing investigativo.

Ragnedda non è un nome sconosciuto in Gallura. È un noto imprenditore vitivinicolo, erede di una famiglia storica del settore. La sua azienda ha conquistato le cronache nazionali per la produzione di uno dei vini più costosi d’Italia, il Vermentino Disco Volante Igt 2021, venduto a 1.500 euro a bottiglia. La sua immagine di successo, però, è crollata con la confessione. Ora resta da chiarire il movente dell’omicidio, ancora non del tutto definito dagli inquirenti.
Nelle prossime ore proseguiranno gli accertamenti irripetibili nella villa di Ragnedda, fondamentali per ricostruire la dinamica del delitto. La difesa del 41enne, rappresentata dall’avvocato Luca Montella, ha dichiarato che per il momento non rilascerà ulteriori dichiarazioni, in attesa degli sviluppi dell’inchiesta.
A cura di Davide Lombardi – Giornalista di Unionesarda.it
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