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Perché le vecchie case in pietra in Sardegna battono l’afa meglio di un attico Cristian Asara
Quando il termometro supera i 35 °C, entrare in una vecchia casa in pietra regala lo stesso sollievo di un tuffo al mare. Le stanze restano fresche per ore, le pareti sono fredde al tatto e il climatizzatore può aspettare. Il segreto risiede nella progettazione passiva: muri massicci, finestre protette e ventilazione lavorano insieme per frenare l’ingresso del caldo, rallentandone il viaggio senza bisogno di spendere un euro in bolletta.
Il vantaggio delle costruzioni tradizionali è l’inerzia termica. Un muro pesante assorbe un’enorme quantità di energia prima di scaldarsi. Il sole infuoca la facciata nel primo pomeriggio, ma l’ondata di calore impiega molte ore per raggiungere l’interno. Un fenomeno chiamato sfasamento termico che, come indica l’ENEA, riduce le oscillazioni tra giorno e notte. La tattica funziona se la notte collabora: aprire le finestre al tramonto crea correnti d’aria che scaricano il calore accumulato, preparando la pietra per il giorno successivo. Senza questo ricambio, anche la fortezza diventa un forno.

Le finestre esposte al sole diretto agiscono come una serra, intrappolando l’energia. Le aperture ridotte delle case storiche limitano i danni, ma il vero lavoro lo fanno persiane, scuri e tende esterne, che intercettano i raggi prima che tocchino il vetro. Chiudere tutto quando il pavimento scotta già ha un valore puramente scenografico. Anche i soffitti alti aiutano, spingendo l’aria calda verso l’alto per l’effetto camino, a patto che ci sia un ricambio d’aria.
L’isolamento termico è fondamentale, ma se lavora da solo in edifici leggeri e molto vetrati rischia di intrappolare il calore generato da persone ed elettrodomestici. L’Agenzia europea dell’ambiente avverte che il cappotto isolante riduce il surriscaldamento solo nei progetti ben studiati, altrimenti rischia di aggravarlo. Le abitazioni recenti possono comunque superare quelle storiche unendo vetri selettivi, schermature solari e tetti ventilati, seguendo le linee guida della piattaforma BUILD UP per i climi mediterranei.
Una parete resta fresca per via di spessore, densità e ombra, non per magia. L’edilizia tradizionale sarda mostra una regola attuale: il caldo va fermato prima che entri e accompagnato fuori appena rinfresca. Le case del futuro avranno sensori e domotica, ma la fisica resta identica: prima si chiude fuori il sole, poi si pensa al telecomando.
Radio Smeralda del 25 -07-2026
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