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Posidonia in Sardegna, cosa cambia con il nuovo piano regionale?

micFrancesca Figus, Andrea Ritossatoday31 Luglio 2026 43

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La Regione Sardegna approva il piano per la gestione della Posidonia

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    Posidonia in Sardegna, cosa cambia con il nuovo piano regionale? Radiolina

La Regione Sardegna ha annunciato l’approvazione del Piano regionale per la gestione della Posidonia, un provvedimento destinato a definire criteri e modalità di intervento lungo il litorale. Sebbene i contenuti dettagliati del documento non siano ancora stati resi noti, l’obiettivo sarà quello di uniformare le procedure di gestione della Posidonia attraverso basi scientifiche e tecniche condivise. L’ ingegnere Andrea Ritossa sottolinea l’importanza dell’approccio adottato dalla Regione: “Prima di intervenire in un ecosistema è necessario avere tutta una serie di dati per poter gestire nel miglior modo possibile l’ambiente senza creare dei danni.”

Posidonia oceanica – immagine generata con IA

I criteri saranno multidisciplinari

Il nuovo piano dovrebbe fondarsi su competenze provenienti da diverse discipline, così da garantire una gestione equilibrata della Posidonia e delle spiagge. L’ingegnere spiega che saranno coinvolti ambiti come ingegneria idraulica, geomorfologia, geologia, ambiente, paesaggio e urbanistica.

Ogni decisione deve essere supportata da analisi tecniche: “Immagino che nel piano siano stati inseriti i criteri e gli studi che dovranno essere svolti e che costituiranno la base delle decisioni sulla movimentazione, la rimozione e la gestione della Posidonia”, afferma l’ingegnere ai microfoni di Radiolina.

Perché non si è arrivati in ritardo

Nonostante il piano sia stato annunciato a fine luglio, quando la stagione balneare è già avanzata, Ritossa ritiene che anticiparne l’adozione non sarebbe stato possibile: “Per definire tutti questi aspetti scientifici sono necessari tempi lunghi”.

Secondo l’esperto, probabilmente nemmeno un anno di studi sarebbe sufficiente per ottenere dati certi sui quali basare le future decisioni. Inoltre, un’eventuale approvazione delle linee guida in primavera avrebbe potuto bloccare qualsiasi intervento nei Comuni, proprio per l’assenza di un quadro tecnico consolidato.

Le modalità di gestione oggi disponibili

In attesa dell’applicazione completa del nuovo piano regionale, restano valide le modalità di gestione previste dalla normativa vigente. Tra queste rientrano il mantenimento della Posidonia sulla spiaggia e la movimentazione temporanea con successivo riposizionamento al termine della stagione estiva.

È inoltre possibile procedere alla rimozione della Posidonia e destinarla ad altri utilizzi consentiti, come la realizzazione di pannelli o altri impieghi previsti dalla normativa.

Turismo e tutela ambientale

L’abbondante presenza di Posidonia su numerosi litorali della Sardegna ha acceso il dibattito tra esigenze turistiche e tutela dell’ambiente. Pur riconoscendo le difficoltà per alcune località balneari, Ritossa invita a considerare anche il valore ecologico del fenomeno: “È sicuramente un problema per i gestori delle attività turistiche, ma rappresenta anche un fatto positivo per l’ambiente. Come sempre bisogna cercare di ponderare entrambe le esigenze.”

Secondo l’ingegnere, la presenza della Posidonia sulle spiagge testimonia infatti il buono stato di salute dell’ecosistema marino e svolge un’importante funzione di protezione naturale contro l’erosione costiera.

I fondi per il nuovo piano

Un altro elemento evidenziato riguarda le risorse economiche destinate all’attuazione del piano. Sarebbero stati previsti 4 milioni di euro, fondi che potrebbero essere impiegati per approfondimenti scientifici e per l’avvio operativo delle nuove misure: “Ho visto che sono stati previsti circa 4 milioni di euro per l’attuazione del piano. Immagino che saranno utilizzati proprio per realizzare gli studi necessari e avviare concretamente questo percorso.”

Le prospettive per le spiagge della Sardegna

Il nuovo piano regionale punta a definire regole condivise per conciliare la fruizione turistica delle spiagge con la tutela della Posidonia, uno degli ecosistemi più importanti del Mediterraneo. L’obiettivo è garantire una gestione equilibrata, nel rispetto dell’ambiente e del territorio.

Secondo l’esperto, il punto di partenza deve essere la conoscenza scientifica, così da adottare decisioni fondate su dati concreti. L’auspicio è che le nuove linee guida consentano, nei prossimi anni, una gestione sempre più efficace delle spiagge, a beneficio dell’ambiente e delle comunità locali.

Intervista a cura di Francesca Figus

Caffè Corretto del 31-07-2026 

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