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Povertà in Sardegna: allarme per 118 mila famiglie Manuel Cozzolino
In Sardegna la povertà colpisce duramente, interessando circa 118 mila famiglie in condizioni di povertà relativa. Il lavoro precario, i salari bassi e l’aumento del costo della vita aggravano una situazione già critica, rendendo difficile per molte famiglie e giovani condurre una vita dignitosa. Raffaele Callia, Responsabile del Servizio Studi e Ricerche della Caritas regionale, ha presentato il 19° Rapporto Caritas, sottolineando come in Sardegna “la povertà non retrocede”. Secondo i dati, la crisi economica e sociale nell’isola ha portato a un aumento delle famiglie in difficoltà, rendendo evidente che la situazione rimane allarmante e richiede interventi urgenti.

Uno dei fattori principali che alimentano la povertà in Sardegna è l’aumento dei prezzi di beni essenziali, utenze e prodotti di prima necessità. Questa dinamica ha ridotto ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie vulnerabili, peggiorando la loro condizione economica. Per chi vive già al limite, questi rincari rappresentano una barriera insormontabile.
Le categorie più vulnerabili in Sardegna sono i giovani e le famiglie con figli, che spesso devono affrontare lavori intermittenti e precari. Questa precarietà economica si traduce in difficoltà quotidiane, dall’accesso ai beni primari fino alla possibilità di progettare un futuro stabile. I dati del 19° Rapporto Caritas evidenziano la necessità di interventi mirati per affrontare la povertà in Sardegna. Sostenere le famiglie in difficoltà, garantire salari equi e contenere l’aumento dei prezzi sono obiettivi fondamentali per invertire questa tendenza negativa e offrire una prospettiva migliore alle fasce più deboli della popolazione.
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
La Strambata del 15-11-2024
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