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Primo Maggio in Sardegna, Fausto Durante lancia l’allarme: lavoro precario Fabio Leoni
Il Primo Maggio resta la festa del lavoro, ma in Sardegna assume un significato più complesso e delicato. Secondo Fausto Durante, segretario generale della CGIL, l’isola vive condizioni occupazionali segnate da precarietà diffusa e salari spesso insufficienti. Molti impieghi sono stagionali, instabili e con tutele ridotte rispetto al resto d’Italia. Durante ha sintetizzato il quadro con parole nette: “È una festa dei lavoratori e delle lavoratrici con poche luci e molte ombre per la Sardegna.” Il sindacato chiede risposte concrete e immediate per invertire questa tendenza.

Per la CGIL, la priorità assoluta è creare occupazione stabile, sicura e capace di generare crescita sociale. Durante denuncia che gran parte dei nuovi contratti presenta caratteristiche fragili, spesso legate ad appalti e subappalti. In questi settori, secondo il sindacato, si concentrano paghe basse e orari eccessivi. Il segretario ha ribadito con forza: “La Sardegna ha bisogno di lavoro stabile, di lavoro buono, di lavoro di qualità.” Serve quindi una riforma culturale che rimetta il lavoro al centro dello sviluppo dell’isola.
Guardando al confronto con la Regione, Durante indica tre dossier urgenti da affrontare entro tempi rapidi. Il primo riguarda la sanità sarda, con servizi territoriali e ospedali da riorganizzare profondamente. Il secondo tema è la continuità territoriale, decisiva per collegamenti efficienti e competitivi. Infine, il lavoro passa dagli investimenti industriali e scientifici nei territori strategici. Durante ha sottolineato: “La scommessa del Telescopio Einstein nel territorio di Lula è un elemento assolutamente imprescindibile.” Centrale anche il rilancio del Sulcis e di Porto Torres.
Intervista a cura di Simona De Francisci
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