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Referendum sulla giustizia, sondaggi in bilico e affluenza determinante Fabio Leoni
Il referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo entra nella fase decisiva, con sondaggi che indicano un vantaggio del sì sempre più ridotto. Ospite in radio, Massimo Crivelli, vicedirettore dell’Unione Sarda, ha sottolineato come il quadro resti incerto e in continua evoluzione politica. “Manca ancora più di un mese e fare previsioni oggi è veramente difficile”, ha dichiarato Crivelli. Il confronto si intensifica anche per l’intervento di figure istituzionali e giudiziarie di primo piano.

Al centro del referendum sulla giustizia c’è la separazione delle carriere dei magistrati, tema tecnico che però viene spesso oscurato dallo scontro politico. Secondo Crivelli, il dibattito pubblico tende a semplificare e contrapporre schieramenti, trascurando i contenuti giuridici della riforma. “Questo dovrebbe essere un referendum tecnico, ma lo si sta trasformando in uno scontro politico”, ha affermato con chiarezza. I sostenitori del sì e del no insistono su argomenti identitari, riducendo lo spazio per un’analisi approfondita della proposta.
L’andamento dell’affluenza potrebbe risultare determinante per l’esito del referendum sulla giustizia, come evidenziano anche le ultime rilevazioni di Ipsos. Gli scenari elaborati indicano che una partecipazione più bassa favorirebbe il no, mentre un’affluenza elevata potrebbe rafforzare il sì. “Se ci dovesse essere un’affluenza alta, credo che dovrebbe prevalere il sì”, ha spiegato Crivelli, sottolineando la diversa motivazione degli elettorati. Il voto appare quindi appeso alla capacità dei promotori di mobilitare i cittadini.
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
La Strambata del 16-02-2026
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