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Gli Editoriali de L'Unione Sarda

Sanità, caos infinito – di Franco Meloni

today2 Gennaio 2026

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L’intervento del 2 gennaio 2026 – Sanità, caos infinito

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    Sanità, caos infinito – di Franco Meloni stage@radiolina.it

A maggio dell’anno scorso la Giunta regionale aveva commissariato le aziende sanitarie sulla base di una norma che prevedeva l’automatica decadenza dei direttori e la loro sostituzione prima con commissari e poi con nuovi dirigenti. A dicembre la Corte Costituzionale ha annullato con una sentenza di esemplare chiarezza le norme che avevano consentito alla Giunta di procedere al commissariamento, creando così una situazione di vuoto dirigenziale.

Sanità nel caos (Immagine Rappresentativa)

La sentenza dice, per riassumerla in quattro parole, che i direttori delle Asl non si possono cambiare con lo spoil system, per cui il commissariamento è legittimo solo quando, come fecero Pigliaru e Solinas, si riforma pervasivamente il sistema. Mentre in questo caso è stato definito illegittimo. E quindi? Qui sta il bello (o il brutto) perché non esiste una risposta certa ma solo interpretazioni differenti di una situazione obbiettivamente complicata.

Sul fatto che i commissari siano decaduti non ci sono dubbi, e quindi restavano due possibili soluzioni: o reinsediare i precedenti direttori o nominarne di nuovi. La prima sarebbe stata la più ragionevole, avrebbe eliminato alla radice il possibile contenzioso economico con il connesso danno erariale ma avrebbe comportato un “disonore” politico difficile da reggere per la Giunta.

La seconda soluzione era quella di “andare alla guerra” con i vecchi direttori (e con la magistratura) e nominare i nuovi manager. Ma anche in questo caso c’era un ma, perché per poter bandire una nuova selezione era necessario che i posti fossero vacanti. La Regione ha fatto il bando ma i posti erano davvero vacanti? Non pare, perché la sentenza della Corte, cancellando i presupposti del licenziamento dei vecchi direttori, li avrebbe potenzialmente rimessi in sella.

Sì, uno degli effetti possibili della sentenza è quello di far tornare al loro posto i manager licenziati in base alla legge regionale appena annullata: da vedere adesso le decisioni che prenderanno in merito i giudici ordinari o amministrativi cui i vecchi dirigenti decaduti si rivolgeranno. Questo significa che i precedenti direttori instaureranno un contenzioso giudiziario uno dei cui effetti potrebbe essere quello di essere reinsediati fino al termine del loro mandato, cioè il 31 dicembre 2026.

Oppure il giudice potrebbe decidere di non reinsediarli ma di riconoscergli il danno economico, con un correlato danno erariale di cui la Corte dei Conti dovrà poi trovare i responsabili. Non sono un giurista e quindi non dò valutazioni tecniche ma mi pare di poter dire che l’apparente convinzione della Presidente Todde di aver schivato il danno erariale grazie ad una provvidenziale norma risalente al periodo Covid parrebbe eccessivamente ottimistica.

La norma cui si fa riferimento copre infatti i comportamenti dovuti a “colpa grave” ma qui i giudici contabili potrebbero ravvisare un comportamento doloso: la Corte Costituzionale ha detto chiaramente che l’azione della Regione era uno spoil system e che pertanto non si poteva fare, ma la Giunta l’ha fatto lo stesso. Spero per loro che non sia così ma io, se fossi un assessore che ha votato la delibera o un dirigente regionale coinvolto, non mi sentirei molto tranquillo.

Un primo chiarimento arriverà dal Tar Sardegna, che il 14 gennaio si esprimerà sul ricorso presentato dall’ex direttore della ASL di Sassari. Inoltre la Regione ha ripescato qualcuno dei vecchi dirigenti, peraltro di eccellente livello, e pare che, nell’intento di ridurre il possibile contenzioso, stia trattando con alcuni altri per trovare una soluzione condivisa che non comporti esborsi di denaro pubblico.

Però, anche se alcune delle nomine effettuate (ed effettuande, perché mancano ancora i DG delle ASL di Cagliari, Sassari e Olbia) sembrano andare in quella direzione, è davvero difficile che la questione si possa chiudere amichevolmente e senza lasciare una gigantesca spada di Damocle sul collo di diversi dei nuovi dirigenti.

Insomma, comunque la si guardi, un pasticcio gigantesco che proietta il servizio sanitario regionale in un clima di incertezza e di provvisorietà gestionale che temo sia destinato a durare a lungo. Parafrasando Churchill, potevano scegliere tra disonore o guerra, hanno scelto una via di mezzo ma temo che alla fine avranno sia il disonore che la guerra.

Franco Meloni

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