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Sanremo 2026, ascolti in calo e spettacolo assente: il Festival divide pubblico e critica Matteo Vercelli e Angelica D'Errico
Il Sanremo 2026 si apre con un dato che pesa come un macigno: tre milioni di spettatori in meno rispetto all’esordio precedente, con un clima già carico di aspettative. In collegamento per Radiolina e L’Unione Sarda, l’inviata Angelica D’Errico fotografa una situazione complessa. “Non abbiamo visto spettacolo, ma soltanto tanta musica, e questo ha inciso sulla percezione generale”, afferma. La quinta edizione guidata da Carlo Conti punta sulla sobrietà, ma l’effetto complessivo appare meno coinvolgente del previsto.

La seconda serata di Sanremo 2026 conferma un’impostazione priva di grandi ospiti internazionali e senza monologhi, scelta rivendicata apertamente dalla direzione artistica. Tra i co-conduttori, Pilar Fogliati resta in secondo piano, mentre Lillo prova ad alleggerire con ironia e autoironia. “È stato bravo, ma non è bastato a risollevare una serata oggettivamente lenta”, sottolinea D’Errico. Sui social domina la parola noia, mentre il ritmo raccolto non riesce a trasformarsi in vera tensione narrativa.
Tra i pochi picchi emotivi spicca l’esibizione di Achille Lauro, prima in duetto con Laura Pausini sulle note di “16 marzo”, poi da solo con “Perdutamente”. Il ricordo delle vittime di Crans-Montana regala uno dei momenti più intensi della serata. “Se l’idea era un festival zero, allora manca una visione chiara per il presente”, dichiara l’inviata. Il vero nodo resta l’identità: Sanremo 2026 appare sospeso, in attesa di una direzione capace di rilanciarne ambizioni e ascolti.
Intervista a cura di Matteo Vercelli
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