L’emergenza nel reparto di Ostetricia e Ginecologia del Santissima Trinità di Cagliari non può considerarsi risolta. La disponibilità di alcuni medici a coprire i turni nei giorni precedenti Ferragosto ha evitato una nuova chiusura del punto nascita, dopo lo stop temporaneo rientrato lunedì scorso. Per Luigi Mascia, presidente regionale Cimo Fesmed e direttore del Dipartimento Materno Infantile dell’Arnas Brotzu, si tratta però soltanto di una soluzione provvisoria. «Ora serve un investimento economico sulle Neonatologie e sulle Pediatrie dei punti nascita sardi». Enrico Fresu, coordinatore del sito UnioneSarda.it, è intervenuto in studio per commentare la notizia.

Secondo Mascia, la difficoltà nel garantire la continuità assistenziale nasce anche dalla scarsa attrattività della carriera ospedaliera, condizionata da retribuzioni insufficienti, turni pesanti e crescente contenzioso medico-legale. Il sindacato propone di affiancare agli specialisti itineranti anche gli specializzandi presenti nelle graduatorie Ares, attraverso un percorso con tutor esperti. «Potrebbero iniziare l’attività e contemporaneamente essere fidelizzati alla carriera ospedaliera», sottolinea Mascia, ricordando come altre Regioni abbiano già adottato soluzioni analoghe per affrontare la carenza di personale.
Sulla vicenda interviene anche Massimo Cinus, segretario generale della Cisl Fp, che considera il caso del Santissima Trinità il simbolo di una difficoltà più ampia. «Non si può continuare a rincorrere l’emergenza», afferma, indicando tra le criticità organici insufficienti, turni scoperti e ricorso continuo a soluzioni temporanee. La Cisl chiede a Regione, aziende sanitarie e Università una programmazione condivisa del fabbisogno, con più posti nelle specializzazioni e un piano pluriennale. «Programmare oggi significa evitare di chiudere domani», conclude Cinus.
Intervista a cura di Alessandra Ragas
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