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Sardegna: perché trovare case in affitto è diventato un problema? Fabio Manca e Maurizio Battelli
La difficoltà nel trovare case in affitto per lunghi periodi è una realtà sempre più diffusa in Sardegna. Il fenomeno è strettamente legato all’espansione del settore extralberghiero, che ha reso più conveniente per i proprietari affittare le loro case a turisti piuttosto che a residenti. Ospite ai microfoni di Radiolina Maurizio Battelli, presidente dell’associazione Extra che ha analizzato la situazione del settore e delle prospettive sull’ Isola.

Negli ultimi dieci anni, il numero di strutture extralberghiere in Sardegna è raddoppiato, passando dalle circa 12.000-15.000 unità pre-pandemia alle attuali 37.000. La creazione di un registro regionale ha permesso di classificare e monitorare questa crescita, mettendo in evidenza l’importanza del settore per l’economia dell’isola. Tuttavia, il suo impatto sul mercato degli affitti a lungo termine è ancora relativamente contenuto: si stima che solo il 10% delle seconde case sia effettivamente messo sul mercato. “Oggi la Sardegna conta 200.000 posti letto nel settore extralberghiero, posizionandosi al primo posto in Italia per capacità ricettiva“, ha dichiarato il presidente dell’associazione Extra.

Nonostante l’aumento del numero di strutture disponibili, i prezzi degli affitti sono cresciuti significativamente negli ultimi anni. Questo ha portato molti a ipotizzare fenomeni speculativi. Tuttavia, secondo Battelli, il problema non è tanto la destinazione degli immobili al settore turistico, quanto il gran numero di case disabitate o inutilizzate. A livello nazionale, solo il 2% delle abitazioni totali viene effettivamente destinato agli affitti brevi, mentre molte proprietà restano vuote senza essere immesse sul mercato.
Il settore extralberghiero rappresenta oggi una delle principali fonti di reddito per il turismo sardo, con 200.000 posti letto disponibili, superando i 120.000 posti offerti dagli alberghi tradizionali. Il suo sviluppo è stato trainato da piattaforme come Airbnb e Booking, che hanno reso più accessibile l’affitto a breve termine. Nel 2024, il fatturato generato dal settore nei 50 comuni costieri sardi ha raggiunto i 600 milioni di euro, con un incremento del 32% rispetto all’anno precedente.
Per garantire una crescita sostenibile del turismo e migliorare la disponibilità di case in affitto per i residenti, è fondamentale un maggiore equilibrio tra il settore alberghiero ed extralberghiero. L’incremento dei collegamenti aerei, soprattutto fuori stagione, potrebbe favorire una distribuzione più equa dei flussi turistici e incentivare nuove opportunità di sviluppo economico per l’isola. Un altro aspetto importante che potrebbe rivoluzionare la stagionalizzazione del turismo dell’isola è che ad oggi si contano strutture, le quali, sono aperte tutto l’anno e che offrono una grande flessibilità. Sottolinea Massimo Battelli: “Se domani volessimo attrarre turisti a gennaio, l’extralberghiero sarebbe in grado di accoglierli senza difficoltà. Inoltre, negli ultimi anni, le nuove strutture e le ristrutturazioni hanno puntato sull’alta qualità, con arredi curati e ambienti confortevoli, elementi che il mercato riconosce e premia.”
Intervista a cura di Fabio Manca
Caffè Corretto del 13-02-2025
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