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Scanu attacca la proposta sui poligoni militari: “Non abbassiamo la guardia” Mariangela Lampis e Gian Piero Scanu
Il dibattito sui poligoni militari in Sardegna resta centrale dopo il ritiro della proposta di legge, giudicata controversa sotto il profilo politico ed etico. Gian Piero Scanu in qualità di estensore delle norme del Codice dell’Ambiente su trasparenza e controlli ambientali nei poligoni militari sottolinea “Era talmente provocatoria e assurda, sia politicamente che eticamente, che non possiamo che accogliere con favore il ritiro”, ha dichiarato l’ex parlamentare. Il tema resta aperto, soprattutto in relazione alla gestione ambientale e alla trasparenza delle attività militari.

Secondo Scanu, il rispetto delle normative sui controlli ambientali nei poligoni militari deve diventare una priorità concreta e non più rinviabile nel contesto sardo. L’ex esponente politico evidenzia l’importanza del Comitato Misto Paritetico, chiamato a garantire monitoraggi continui in collaborazione con Regione e amministrazioni locali. “Deve essere preteso a gran voce il rispetto della legge sul controllo dei poligoni”, afferma con decisione durante l’intervista. La questione ambientale si intreccia con quella istituzionale, imponendo un coordinamento efficace tra enti per tutelare territorio, salute pubblica e sviluppo sostenibile.
Il tema dei risarcimenti per l’uso del territorio emerge come nodo cruciale nella discussione sui poligoni militari e sul demanio militare in Sardegna. Scanu propone l’apertura di un negoziato che tenga conto dell’impatto pluridecennale delle attività militari su terra e mare, spesso sottovalutato dalle istituzioni centrali. “Si tratta di decidere se vogliamo farci colonizzare o autocolonizzarci”, ha dichiarato con tono critico e diretto. La reazione della classe politica e della popolazione sarda sarà determinante per definire un equilibrio tra sicurezza nazionale e diritti del territorio.
Intervista a cura di Mariangela Lampis
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