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Sergio Atzeni: uno spettacolo per ricordare lo scrittore sardo stage@radiolina.it
Sono passati 30 anni dalla morte dello scrittore sardo Sergio Atzeni, una ricorrenza che l’attore, regista e drammaturgo Giovanni Carroni, ha deciso di celebrare con lo spettacolo “Sono cresciuto a Babele”. L’opera è tratta dai romanzi dello scrittore, mescolati con i testi scritti da Giovanni Carroni. Il tour dello spettacolo è partito da Nuoro, città natale dell’attore e andrà in scena in tutta la Sardegna.

Lo spettacolo è la somma di alcuni scritti di Sergio Atzeni e di testi di Giovanni Carroni. Da “Racconti con colonna sonora e altri in giallo” , il regista ha ricavato le indicazioni sulle musiche per lo spettacolo, mentre da “Un amico a Babele” si è ispirato per l’inizio dello spettacolo. In particolare, il romanzo più presente nella sceneggiatura è “Il quinto passo è l’addio”, dove si vede l’immagine di una Sardegna ancora attuale.
Giovanni Carroni racconta di sentirsi molto legato allo scrittore cagliaritano, soprattutto perché hanno vissuto in luoghi molto simili. Il quartiere di Monte Gurtei/ Viale Repubblica a Nuoro è stato il primo ghetto sorto nella città. Era una vera e propria Babele: 12 palazzi con 1500 bambini, personaggi molto vicini a quelli atzeniani, in un quartiere molto simile a Is Mirrionis dei tempi di Atzeni, dove gli abitanti sono alla costante ricerca di un motivo per ridere.
La Sardegna ritratta in “Il quinto passo è l’addio” stenta ancora a trovare il suo pasto in Europa e nel mondo. I problemi sono sempre gli stessi: i trasporti, le infrastrutture, l’economia e l’istruzione. Una regione disorientata e senza punti di riferimento, incapace di dare sicurezza ai giovani, che finiscono per avere con la propria terra un rapporto disturbato. Amore e odio, che colpisce soprattutto animi sensibili come quello di Atzeni.
Intervista a cura di Francesco Abate
Caffè Corretto del 29-01-2024
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