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Spiagge Sardegna: numero chiuso contro l’overtourism Manuel Cozzolino
Il fenomeno dell’overtourism – ovvero il sovraffollamento turistico di luoghi naturali – è una delle sfide più urgenti per il turismo sostenibile in Sardegna. Spiagge iconiche e paesaggi incontaminati rischiano di essere compromessi dall’eccessiva antropizzazione. Sempre più amministrazioni locali decidono di intervenire con misure di contingentamento, come il numero chiuso.

Ospite della puntata Elisa Farris, sindaca di Orosei, comune che ospita l’Oasi di Biderosa, un parco naturalistico di circa 600 ettari e cinque spiagge paradisiache. “L’ingresso contingentato alla spiaggia di Biderosa è uno dei primi esperimenti di spiagge a numero chiuso in Sardegna”, ha spiegato la sindaca. Dal 2000, infatti, il controllo degli accessi – sia pedonali che con veicoli – è affidato a una cooperativa, che agisce in convenzione con Ente Foreste e Comune, garantendo una gestione sostenibile e ordinata.
Il sistema di prenotazione per accedere alla Biderosa si è evoluto nel tempo. “Dallo scorso anno è possibile acquistare i biglietti online – spiega Elisa Farris – una modalità che consente di snellire l’accesso e migliorare il monitoraggio dei flussi turistici”. La digitalizzazione ha portato vantaggi significativi: più comodità per i visitatori e maggiore efficienza nel rispettare i limiti previsti per proteggere uno dei gioielli naturalistici della Sardegna.
Orosei non è un caso isolato. Anche altri comuni, come Muravera, hanno valutato il numero chiuso per località iconiche come Piscina Rei e San Giovanni. Sebbene in alcuni casi queste misure siano state temporaneamente sospese, il dibattito sulla sostenibilità dei flussi turistici resta centrale per tutta la regione. L’esempio dell’Oasi di Biderosa mostra come una gestione attenta e digitale possa conciliare turismo e tutela ambientale.
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
La Strambata del 13-05-2025