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Teatro d’Autore a Pirri, Rita Atzeri presenta la nuova stagione Alessandra Ragas e Rita Atzeri
La rassegna Teatro d’Autore del Crogiuolo torna a Cagliari dal 7 novembre al 12 dicembre, con una nuova edizione ospitata per la prima volta a Casa Saddi, nel quartiere di Pirri. La direttrice artistica Rita Atzeri presenta un programma ricco di produzioni originali, debutti e appuntamenti dedicati a temi sociali e culturali. L’obiettivo è utilizzare il linguaggio teatrale per raccontare il presente, recuperare la memoria e affrontare questioni spesso difficili da riconoscere. Come spiega Atzeri, «Il nostro obiettivo è quello di restituire proprio uno specchio della società in cui viviamo, cercando quindi di analizzare il nostro presente».

Il programma si apre il 7 novembre con Cosima, storia di Grazia che inventò il Nobel, omaggio a Grazia Deledda con protagonista Soraya Secci. Il 28 novembre sarà la volta di Staffette della memoria, spettacolo dedicato alla partigiana Pina Brizzi. Il 29 novembre, invece, due produzioni originali affronteranno il tema della violenza sulle donne, attraverso il racconto di recenti delitti avvenuti in Sardegna. Il 5 dicembre Maria Grazia Bodio sarà protagonista di un lavoro dedicato ai bambini malati oncologici, realizzato con Dolores Palmas e l’associazione Abbracciamo un sogno. Atzeri sottolinea: «La violenza si insinui nel quotidiano del nostro vissuto in maniera larvata e sia difficile, in un certo qual modo, riconoscerla».
La scelta di Casa Saddi rappresenta una nuova tappa nella storia del Crogiuolo, compagnia fondata da Mario Faticoni, ideatore della rassegna Teatro d’Autore. Dopo la chiusura del Teatro dell’Arco di via Portoscalas, la compagnia ha attraversato diverse sedi, dal Teatro Sant’Eulalia al Teatro Alchestis, fino alla Vetreria di Pirri. La perdita dell’agibilità teatrale di quest’ultimo spazio ha reso necessario individuare una nuova sede per gli spettacoli. Casa Saddi offre ora questa opportunità, anche attraverso un progetto di valorizzazione culturale. Atzeri racconta: «Abbiamo pensato che la nostra presenza avrebbe contribuito a valorizzare e ristrutturare comunque un bene di interesse storico come questa dimora».
Intervista a cura di Alessandra Ragas
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