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Turismo in Sardegna, crescono le presenze nel 2026: spingono gli stranieri Cristian Asara
Il turismo in Sardegna registra numeri positivi. Nei primi otto mesi del 2026 le strutture ricettive hanno contato 3,32 milioni di arrivi e 13,83 milioni di presenze, con una crescita di oltre il 4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Secondo l’analisi del centro studi di Confindustria Sardegna, l’Isola ha guadagnato circa 606 mila pernottamenti aggiuntivi. Il traino principale arriva dal mercato estero: i turisti stranieri hanno prodotto 7,33 milioni di notti, salendo del 10,1% e raggiungendo il 53% del totale, colmando il calo dell’1% registrato dal turismo italiano.

Con 21,72 milioni di presenze complessive, la Sardegna si posiziona al decimo posto tra le regioni d’Italia, a ridosso di Puglia, Sicilia e Campania, pur restando lontana dai grandi flussi di Veneto e Toscana. L’intero settore ha un impatto rilevante sull’economia locale: nel 2024 la filiera turistica ha generato circa 6,8 miliardi di euro, pari al 19% del valore aggiunto regionale.
I dati evidenziano un forte squilibrio sia geografico sia stagionale. Il 93,3% dei posti letto si trova nei 71 comuni litoranei, mentre l’entroterra raccoglie solo il 4,1% delle presenze. Anche sulle coste l’offerta è polarizzata: dieci comuni da soli concentrano oltre la metà dei pernottamenti, con il Nord Sardegna che accoglie il 50,4% dei visitatori. Inoltre la stagione resta breve, visto che tra novembre e marzo si concentra appena il 4% delle presenze annuali.
I vertici degli industriali sardi evidenziano che la forte richiesta estiva rappresenta solo una parte del potenziale dell’Isola. L’obiettivo indicato per i prossimi anni è ampliare l’offerta per attrarre viaggiatori anche in altri periodi dell’anno e portare investimenti nei piccoli centri, sia costieri sia dell’interno, distribuendo i benefici economici su tutta l’Isola.
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