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Sant’Efisio 2026, processione senza buoi: quale sarà il piano alternativo? Manuel Cozzolino
La festa di Sant’Efisio 2026 a Cagliari subirà importanti modifiche a causa dell’emergenza dermatite bovina, che impedisce l’utilizzo dei buoi nella fase cittadina della processione. Come spiegato dall’Arciconfraternita Riccardo Rocca, “i buoi, parte essenziale della festa, purtroppo quest’anno non ci saranno a causa di questa nuova epidemia”, segnando un cambiamento storico nel rito.

Il cocchio del santo non sarà trainato dai buoi nel tratto urbano, ma si valuta il trasporto a spalla o con mezzi alternativi, con decisione affidata all’assemblea. Secondo il confratello Riccardo Rocca, “le opzioni più probabili sono portare a spalla il santo o affidarlo a un mezzo dell’esercito”, come già avvenuto durante la pandemia.
Le tradizionali traccas non sfileranno lungo il percorso, ma saranno esposte staticamente in via Roma, con una riduzione significativa del numero totale previsto. L’Arciconfraternita sottolinea l’importanza simbolica affermando: “sarà un peccato non vedere passare il cocchio e le traccas, elementi fondamentali della tradizione”.
Le limitazioni riguardano principalmente l’area di Cagliari entro un raggio di cinquanta chilometri dal focolaio, mentre altri comuni del percorso non subiranno restrizioni. Come evidenziato durante l’intervista, “gli altri comuni potranno rendere omaggio senza limitazioni, poiché fuori dall’area interessata dal blocco sanitario”.
I biglietti per le tribune sono già esauriti, con oltre milleseicento posti venduti, mentre il traffico cittadino è già stato modificato nelle zone centrali interessate. Sul piano organizzativo è stato ribadito che “non eravamo preparati a un piano B, perché la decisione sui buoi è arrivata solo negli ultimi giorni”.
Nonostante le difficoltà, la festa mantiene il suo valore religioso e identitario, cercando soluzioni alternative per preservare il significato della celebrazione. Il confratello conclude con realismo: “sarà un’edizione malinconica, ma lo spirito della festa resterà immutato e condiviso da tutta la comunità”.
Intervista a cura di Simona De Francisci
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