Si chiude il cerchio investigativo sugli assalti ai portavalori nel Nuorese. Nella mattinata odierna, la Polizia di Stato ha eseguito due nuove misure cautelari in carcere, su disposizione del Gip del Tribunale di Nuoro e su richiesta della Procura. Gli arresti si inseriscono in un’indagine più ampia che, già il 4 novembre 2025, aveva portato in carcere sette persone. L’operazione rappresenta un punto decisivo nella lotta alla criminalità organizzata locale, responsabile di rapine per centinaia di migliaia di euro. Enrico Fresu, coordinatore del sito UnioneSarda.it, è intervenuto in studio per commentare la notizia.

L’inchiesta ha preso avvio dopo l’assalto armato del 13 marzo 2025 a Torpè, quando un portavalori fu derubato di circa 90mila euro. Da lì, la Squadra Mobile di Nuoro, con il supporto del Servizio Centrale Operativo e del Commissariato di Siniscola, ha ricostruito la struttura della banda. Gli investigatori hanno collegato gli indagati ad altri episodi gravi, tra cui l’attacco con esplosivo al bancomat di Oliena e il furto di sigarette per circa 300mila euro nel deposito di Prato Sardo. In quest’ultimo caso, i criminali avevano disseminato chiodi e posizionato falsi ordigni per rallentare le forze dell’ordine.
L’attività investigativa ha anche permesso di prevenire un ulteriore assalto: nell’agosto scorso la banda stava pianificando un attacco a un furgone portavalori lungo la statale 131 dcn, tra Olbia e Cagliari. Il tempestivo intervento della Polizia, con misure preventive e deviazione dei mezzi, ha impedito l’esecuzione del colpo. Parallelamente, sono stati ricostruiti numerosi furti di auto e furgoni nelle province di Nuoro, Oristano e Sassari, utilizzati per le azioni criminali. Il procedimento resta nella fase delle indagini preliminari: eventuali responsabilità saranno accertate nel corso del processo.
Intervista a cura di Paola Pilia
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