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Eurozona, inflazione al 2,6%: fino a 450 euro in più per le famiglie Manuel Cozzolino
L’economia dell’eurozona attraversa una fase critica segnata da crescita debole, inflazione persistente e forti tensioni geopolitiche che alimentano un clima di incertezza diffusa. “Il rallentamento previsto è di appena +1,1% quest’anno e +1,2% nel 2027, numeri che indicano una frenata significativa dell’economia europea”, sottolinea Nicola Scano, vicedirettore di Videolina.

L’inflazione continua a incidere pesantemente sul potere d’acquisto, con un aumento previsto dei prezzi che rischia di aggravare ulteriormente la situazione delle famiglie europee. “L’inflazione potrebbe crescere ancora di 0,7 punti nel 2026, portando il costo della vita a salire fino al 2,6%”, evidenzia Scano, delineando uno scenario complesso.
Le famiglie italiane risultano particolarmente vulnerabili a causa di stipendi medi inferiori rispetto alla media europea e di una maggiore esposizione all’aumento dei prezzi. “Una famiglia italiana potrebbe arrivare a spendere fino a 450 euro in più l’anno, e anche oltre in caso di peggioramento della crisi”, spiega Scano.
Il settore energetico resta il principale fattore di instabilità, con ripercussioni dirette anche sui trasporti e sulla mobilità, inclusa la possibile riduzione dei voli. “Se energia, carburanti e trasporti continuano a rincarare, la situazione diventa insostenibile per cittadini e imprese”, afferma Nicola Scano.
Le tensioni internazionali, in particolare nei mercati energetici, rendono difficile qualsiasi previsione economica, aggravando ulteriormente il quadro generale rispetto agli anni precedenti. “Oggi è impossibile fare previsioni, perché la situazione è molto più grave rispetto al periodo della pandemia e della crisi ucraina”, conclude Scano.
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
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