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Sardegna, tartarughe Caretta Caretta: il 95% degli esemplari salvati torna in mare Manuel Cozzolino
In Sardegna si rafforza il sistema di tutela delle tartarughe Caretta Caretta grazie alla rete regionale per la conservazione della fauna marina, attiva tutto l’anno. “La rete si occupa del soccorso, della riabilitazione e del rilascio di tartarughe e mammiferi marini”, spiega Elisa Mocci della rete regionale per la conservazione della fauna marina.

La rete è coordinata dalla Regione Sardegna e coinvolge Corpo Forestale, Guardia Costiera e centri specializzati distribuiti lungo le coste e nelle aree marine protette. “Interveniamo immediatamente quando un cittadino segnala un animale in difficoltà, attivando protocolli operativi strutturati”, sottolinea Mocci.
Le principali minacce per le tartarughe Caretta Caretta derivano dall’impatto umano, tra collisioni con imbarcazioni, reti da pesca e crescente presenza di plastica nei mari. “I contenuti stomacali delle tartarughe sono indicatori della diffusione delle plastiche e del loro impatto sulla fauna marina”, evidenzia Mocci.
Nel 2025 sono state recuperate 38 tartarughe vive e 62 morte, dati che confermano un’elevata mortalità ma anche l’efficacia degli interventi di soccorso. “Il 95% degli esemplari ricoverati riesce a tornare in mare e l’80% in tempi molto rapidi”, afferma Mocci.
I centri di recupero sono ospitati principalmente nelle aree marine protette e garantiscono una copertura capillare del territorio costiero sardo durante tutto l’anno. “I nostri biologi assicurano interventi 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, su tutta la costa regionale”, precisa Mocci.
I cittadini svolgono un ruolo fondamentale nella tutela della fauna marina, segnalando animali in difficoltà ai numeri dedicati del Corpo Forestale e della Guardia Costiera. “Una segnalazione tempestiva permette di salvare vite e attivare subito i centri di primo soccorso”, conclude Mocci.
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
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