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Caffè Corretto

Giornata dell’Europa, perché il 9 maggio resta simbolo dell’integrazione europea

micPaola Pilia e Daniele Amorosotoday8 Maggio 2026 19

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Giornata dell’Europa e Unione Europea, l’analisi sul futuro dell’integrazione politica

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    Giornata dell’Europa, perché il 9 maggio resta simbolo dell’integrazione europea Fabio Leoni

La Giornata dell’Europa celebra la Dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950, considerata l’atto fondativo dell’attuale processo di integrazione europea continentale. Secondo Daniele Amoroso, docente dell’Università di Cagliari, “è lì che è stata tracciata la traiettoria di quella che oggi è l’Unione Europea”. Il professore ha spiegato che l’iniziativa nacque inizialmente per costruire una cooperazione economica strategica attraverso il mercato comune del carbone e dell’acciaio. Amoroso ha ricordato inoltre che quel progetto politico rappresentò il primo passo concreto verso una collaborazione stabile tra Stati europei storicamente contrapposti.

Bandiera dell’Unione Europea (immagine simbolo)

Le sfide dell’Unione Europea

Durante l’intervista, Daniele Amoroso ha evidenziato come l’Unione Europea abbia raggiunto livelli avanzati d’integrazione economica, mantenendo però fragilità nelle politiche estere e difensive comuni. Il docente ha dichiarato che “gli Stati hanno più difficoltà a cedere fette di sovranità” nei settori maggiormente legati agli interessi nazionali strategici. Amoroso ha sottolineato inoltre l’esistenza di un dualismo istituzionale europeo, caratterizzato dalla presenza di figure politiche spesso portatrici di indirizzi differenti. Secondo il professore, senza ulteriori progressi nell’integrazione politica, i singoli Paesi continueranno inevitabilmente a sostenere posizioni internazionali contrastanti tra loro.

Il rapporto tra cittadini ed Europa

Nel corso del confronto radiofonico, Daniele Amoroso ha affrontato anche il delicato rapporto tra cittadini europei e istituzioni comunitarie percepite spesso come distanti. Il professore ha spiegato che molte decisioni impopolari sono state giustificate politicamente attraverso l’espressione “ce lo chiede l’Europa”, alimentando diffidenza pubblica diffusa. Amoroso ha però ricordato che “abbiamo sviluppato una cultura come cittadini europei che era impensabile sessanta o settanta anni fa”. Tra gli esempi positivi citati dal docente figurano il progetto Erasmus, la libera circolazione europea e una crescente identità condivisa tra cittadini appartenenti all’Unione Europea.

Intervista a cura di Paola Pilia

Caffè Corretto del 08-05-2026

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