Il caro carburanti continua a pesare sulle tasche dei sardi, con il gasolio che ha raggiunto un prezzo medio di 2,192 euro al litro in modalità self service, uno dei valori più elevati del Paese. La benzina si mantiene invece a 1,990 euro al litro, confermando un divario sempre più marcato tra i due carburanti. Il Governo è intervenuto con un taglio temporaneo delle accise sul diesel, valido fino al 6 agosto, nella speranza di riportare il prezzo sotto la soglia psicologica dei 2 euro e attenuare gli effetti degli aumenti registrati nelle ultime settimane. Veronica Fadda, giornalista di UnioneSarda.it, è intervenuta in studio per commentare la notizia.

L’aumento dei costi è stato costante per tutto il mese, costringendo molti gestori a modificare quotidianamente i listini. A confermarlo è Tore Garau, referente regionale di Figisc Confcommercio e gestore di un distributore a Sant’Antioco: «Dal 19 luglio il gasolio è aumentato di 14 centesimi al litro, mentre la benzina di 3 centesimi». Un incremento che riflette la dinamica nazionale, con il diesel protagonista di una crescita molto più marcata rispetto alla benzina, alimentando le difficoltà per automobilisti, imprese e autotrasportatori.
Secondo le associazioni dei consumatori, il taglio delle accise rappresenta un primo intervento, ma potrebbe non essere sufficiente a compensare gli aumenti accumulati nelle ultime settimane. Adiconsum denuncia infatti che, oltre alle tensioni del mercato energetico, inciderebbero anche le strategie delle compagnie petrolifere e il peso della fiscalità. Se la riduzione delle accise verrà trasferita integralmente ai distributori, il diesel potrebbe tornare sotto i 2 euro al litro. Resta però l’incertezza sull’evoluzione dei prezzi, mentre il costo finale continua a gravare soprattutto sui consumatori sardi.
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