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Longevità in Sardegna: lo studio dell’Università di Cagliari svela la personalità degli anziani della Blue Zone

today28 Luglio 2026 19

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Una ricerca dell’Ateneo di Cagliari dimostra che l’apertura all’esperienza e l’ottima gestione delle emozioni favoriscono l’invecchiamento di successo nei territori della longevità.

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    Longevità in Sardegna: lo studio dell’Università di Cagliari svela la personalità degli anziani della Blue Zone Cristian Asara

 

L’elisir di lunga vita dei centenari sardi non risiede soltanto nella genetica o nella dieta mediterranea. Un peso specifico spetta anche alla salute della mente e alla struttura della personalità. Un nuovo studio dell’Università degli Studi di Cagliari accende i riflettori sui tratti psicologici che caratterizzano chi risiede nei paesi della Blue Zone della Sardegna, l’area geografica celebre in tutto il mondo per l’altissima concentrazione di ultraottantenni e centenari. La ricerca, coordinata da Maria Chiara Fastame, docente del dipartimento di Pedagogia, psicologia e filosofia, è stata pubblicata sull’International Journal of Applied Positive Psychology e arricchisce un percorso di indagine scientifica iniziato nel 2010.

Un anziano – immagine generata con IA

Il confronto tra territori sardi

Il team di ricerca ha analizzato un campione di 125 anziani con un’età compresa tra i 71 e i 101 anni. Per capire cosa renda unici gli abitanti della Blue Zone, i dati sono stati confrontati con quelli di un gruppo di coetanei residenti in altre zone rurali della Sardegna, fuori dal perimetro dei comuni della longevità. L’indagine ha visto il contributo operativo di tre giovani psicologhe dell’Ateneo cagliaritano: Benedetta Brandas, Corinne Martis e Sofia Valenzuela Pusceddu.

Curiosità e stimoli cognitivi

Dal confronto è emerso che gli anziani della Blue Zone mostrano livelli molto più alti di apertura all’esperienza. Si tratta di una predisposizione psicologica che rende le persone più curiose verso il mondo, maggiormente inclini a coltivare hobby che stimolano l’intelletto e desiderose di condividere il proprio tempo libero con la comunità. Una scelta comportamentale che contrasta il declino cognitivo e sostiene il benessere mentale attraverso una costante interazione sociale.

Gestione dello stress e delle perdite

L’indagine evidenzia una spiccata abilità nell’utilizzare le strategie di coping, ovvero quei meccanismi mentali che permettono di reagire alle difficoltà quotidiane, ai cambiamenti fisici e ai lutti tipici della terza età. Gli anziani della Blue Zone sanno ottimizzare le risorse personali per superare gli imprevisti. A questo si aggiunge un’elevata competenza emotiva: chi vive in questi paesi dimostra una marcia in più nel riconoscere, esprimere e regolare le proprie emozioni e quelle delle persone circostanti.

Radio Smeralda del 28 -07-2026

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