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Insularità, dalla Sardegna la richiesta di rimuovere gli svantaggi

today26 Agosto 2026 21

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Insularità, lo Stato deve rimuovere gli svantaggi della Sardegna

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    Insularità, dalla Sardegna la richiesta di rimuovere gli svantaggi Giuseppe Valdes

Il principio di Insularità in Sardegna è ancora lontano dalla piena attuazione e la questione torna al centro del dibattito in Sardegna. A sollevare il tema è Michele Cossa, sindaco di Sestu e componente del comitato che ha sostenuto il riconoscimento costituzionale del principio di Insularità, intervenuto ai microfoni di Radiolina. Al centro dell’intervista ci sono, in particolare, i finanziamenti destinati agli atenei sardi e il rischio che criteri di ripartizione non aggiornati continuino a penalizzare la Sardegna.

Cartina della Sardegna

Università sarde, i criteri per i fondi non tengono conto dell’Insularità

Secondo Michele Cossa, i criteri utilizzati per la distribuzione dei fondi statali alle università risalgono al 2011, quando il principio di Insularità non aveva ancora trovato un riconoscimento espresso nella Costituzione. Da allora, però, il quadro giuridico è cambiato: nel 2022 è entrata in vigore la modifica dell’articolo 119 della Costituzione, che riconosce le peculiarità delle isole e prevede misure per rimuovere gli svantaggi derivanti dall’Insularità.

Il problema, secondo Cossa, è che questo principio non sarebbe ancora diventato un parametro effettivo nelle politiche pubbliche e nella distribuzione delle risorse. La questione emerge con particolare evidenza guardando ai finanziamenti per l’edilizia universitaria.

Nel corso dell’intervista è stato citato il confronto tra le risorse assegnate attraverso il PNRR per l’edilizia universitaria: alle due università della Sardegna, secondo i dati richiamati da Cossa, sarebbero stati destinati circa 2,8 milioni di euro, contro i 96 milioni di euro del Lazio. Per il sindaco di Sestu, il dato rappresenta un esempio concreto di come la condizione insulare possa tradursi in uno svantaggio nella distribuzione delle risorse.

Articolo 119 e Insularità in Sardegna: cosa prevede la Costituzione

La riforma costituzionale ha introdotto nell’articolo 119 della Costituzione il riconoscimento delle peculiarità delle isole e l’impegno della Repubblica a promuovere le misure necessarie per superare gli svantaggi derivanti dall’Insularità.

Per Cossa, però, il riconoscimento costituzionale deve tradursi in politiche pubbliche concrete. Il principio, infatti, non dovrebbe essere applicato soltanto quando si affrontano singole questioni, come i trasporti o i finanziamenti universitari, ma dovrebbe diventare un criterio generale per valutare leggi, provvedimenti e investimenti che producono effetti sulle isole.

La battaglia per l’Insularità, quindi, non dovrebbe essere frammentata in una serie di vertenze separate. Università, continuità territoriale, infrastrutture e competitività devono essere ricondotte a un unico quadro, quello dello svantaggio strutturale determinato dalla condizione insulare.

Secondo il sindaco di Sestu, proprio il mancato utilizzo sistematico di questo parametro rischia di mantenere la Sardegna in una posizione di svantaggio rispetto alle regioni della penisola, con conseguenze sulla competitività del territorio.

Michele Cossa – Sindaco di Sestu

Insularità, la commissione bicamerale e le politiche pubbliche

Un altro nodo riguarda l’attuazione del principio costituzionale. La commissione bicamerale sull’Insularità lavora da anni sul tema, ma, secondo Cossa, alle numerose audizioni non sarebbero seguiti risultati sufficientemente concreti in termini di proposte e provvedimenti attuativi.

Nel ragionamento portato avanti dal sindaco di Sestu assume rilievo anche la possibilità di utilizzare gli strumenti giurisdizionali. Cossa richiama infatti una pronuncia del TAR del Lazio, secondo cui criteri di ripartizione delle risorse che risultassero irragionevoli possono essere sottoposti a tutela giurisdizionale.

L’obiettivo sarebbe quindi fare in modo che il principio di Insularità venga considerato anche nell’analisi della legittimità dei provvedimenti che incidono direttamente o indirettamente sulle isole. Il tema non riguarda soltanto la Sardegna.

Insularità, Cossa: “Uno svantaggio strutturale, non una condanna”

La modifica costituzionale interessa infatti la condizione insulare nel suo complesso, con una particolare rilevanza per Sardegna e Sicilia, che affrontano costi e svantaggi legati alla distanza dalla terraferma. Cossa richiama inoltre uno studio pubblicato nel febbraio 2026 dall’OCSE sulle piccole isole europee, indicandolo come un elemento utile per dimostrare che lo svantaggio insulare non rappresenta necessariamente una condizione impossibile da superare.

Le politiche pubbliche, se costruite sulla base delle caratteristiche specifiche dei territori e sottoposte a verifica nel tempo, possono incidere sulla crescita economica e sulla competitività delle realtà insulari. L’Insularità, nella prospettiva indicata da Cossa, è uno svantaggio strutturale ma non deve diventare una condanna.

La sfida è trasformare il riconoscimento previsto dalla Costituzione in strumenti concreti, facendo sì che la condizione geografica della Sardegna venga considerata nella programmazione delle risorse e nella definizione delle politiche pubbliche.

 

Intervista a cura di Giulio Zasso e Michele Ruffi

La Strambata del 26-08-2026

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