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Tony Effe, dalla censura a Sanremo: Carlo Conti difende il trapper Giuseppe Valdes
Alla chiusura di un anno, è naturale guardare agli scenari futuri e formulare buoni propositi. Ma ci sono temi che vanno oltre i bilanci personali, come quello che oggi domina le pagine dei giornali: il caso di Tony Effe, il trapper dell’estate noto per il brano “Sesso e Samba” cantato con Gaia. Il commento di Nicola Scano, vicedirettore del TG di Videolina.

Il trapper non parteciperà al concertone di Capodanno a Roma. Dopo aver firmato un contratto, l’amministrazione comunale ha deciso di fare marcia indietro. Roma, con una giunta di sinistra, si trova ora divisa sull’artista: prima lo sceglie, poi lo esclude. Il motivo? Testi considerati violenti, misogini e sessisti. Tony Effe è troppo divisivo, e se non è eccessivo, è inopportuno. Questa decisione ha scatenato un dibattito acceso, che ha messo in evidenza le contraddizioni interne alla sinistra.
Il celebre artista sembra riflettere una frattura più ampia all’interno della sinistra. Come sottolinea Massimo Gramellini, è un classico esempio di egemonia culturale: la sinistra si considera competente su arte e cultura, ma questa vicenda ha evidenziato delle incongruenze. Tony Effe divide il PD, con un gruppo dirigente che lo sostiene e un altro che lo boccia. Secondo alcune dichiarazioni, i suoi testi sono “violenti, misogini e sessisti”. Questo ha portato a una sorta di “mozione Tony Effe” che irrompe nei dibattiti interni al partito, ricordando le classiche assemblee divise su ogni ordine del giorno.
Come prevedibile, la scelta del Comune di Roma ha suscitato la solidarietà degli altri artisti coinvolti nel concertone del Circo Massimo. Questi hanno minacciato di ritirarsi dall’evento, affermando: “Se non c’è lui, non ci saremo neanche noi”. Il messaggio è chiaro: la musica è libertà e non può essere imbavagliata, come sottolineato dal Corriere della Sera. Riaffiora quindi il concetto di censura, con alcuni che ribadiscono: “la libertà di espressione non è negoziabile”.

Tra le voci autorevoli che si sono espresse sulla vicenda, spicca quella di Carlo Conti, neo direttore del Festival di Sanremo. Conti, notoriamente imparziale dal punto di vista politico, ha dichiarato che il trapper spiazzerà tutti al Festival e che la decisione del Comune di Roma potrebbe compromettere la sua carriera. Nonostante queste preoccupazioni, è improbabile che Tony Effe torni a essere semplicemente Nicolò Rapisarda, il suo vero nome. La sua carriera è ormai consolidata e il pubblico sembra apprezzare la sua musica, nonostante le polemiche.
Nel dibattito non poteva mancare una voce politica come quella di Laura Boldrini, esponente del PD ed ex presidente della Camera, che ha espresso la sua contrarietà alla presenza di Tony Effe sul palco dell’Ariston. Tuttavia, la canzone che il trapper propone, “Damme na mano”, viene descritta da lui stesso come personale, romantica e con un forte richiamo alla romanità.
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
La Strambata del 18-12-2024
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