In Sardegna, dalla zona di Sestu al Parteolla, si stanno moltiplicando le cooperative che uniscono i pannelli fotovoltaici installati sui tetti dei capannoni e di altri edifici esistenti, protagonisti dell’assalto eolico sull’Isola. Le comunità energetiche, in questo contesto, si profilano come una strategia vincente per contrastare gli speculatori del settore energetico. Da Sestu al Parteolla, si moltiplicano le cooperative che mettono insieme i pannelli installati sui tetti dei capannoni e degli altri edifici. Ospite di Radiolina, Veronica Fadda, giornalista di unionesarda.it

Un esempio concreto di questa nuova strategia è rappresentato dalla comunità energetica nata a Sestu lo scorso luglio. Un gruppo di imprese e associazioni locali ha deciso di unire le forze per creare un modello che coniuga la sostenibilità energetica con lo sviluppo economico. La particolarità di questa iniziativa è che non prevede il consumo di nuovi terreni agricoli per la realizzazione di impianti fotovoltaici o eolici. Al contrario, l’energia prodotta proviene principalmente da impianti fotovoltaici installati sui tetti dei capannoni e degli edifici già esistenti. “Questo approccio consente di evitare l’uso del suolo agricolo e di limitare l’impatto sul paesaggio, garantendo al contempo una produzione di energia rinnovabile“, afferma Claudio Atzori, presidente regionale di Legacoop, che ha promosso l’iniziativa.
La comunità energetica di Sestu rappresenta un modello di sinergia tra diversi settori economici. Unendo il mercato agroalimentare sardo con il centro commerciale La Corte del Sole, il progetto crea una rete di collaborazione tra le imprese locali, le associazioni e le comunità, favorendo un sistema di autoconsumo energetico. In pratica, i partecipanti, tra cui imprese agricole e commerciali, possono usufruire dell’energia prodotta in modo autonomo senza dover dipendere dalle grandi compagnie energetiche.