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Barbara Serra: la giornalista di origini sarde presenta il nuovo libro

today29 Maggio 2025 126

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Barbara Serra: la Sardegna protagonista nel suo nuovo libro

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    Barbara Serra: la giornalista di origini sarde presenta il nuovo libro Giuseppe Valdes

Il libro “Fascismo in famiglia”, pubblicato da Garzanti, è il nuovo lavoro della giornalista di origini sarde Barbara Serra. Nata a Milano da padre sardo originario di Decimomannu e madre siciliana di Gela. Dopo esperienze presso BBC, Sky News e Five News, ha raggiunto la notorietà come conduttrice per la sede di Al Jazeera English a Londra. Il libro è stato presentato in anteprima a Cagliari e intreccia una vicenda familiare con la storia del fascismo in Italia. Protagonista è il nonno dell’autrice, Vitale Piga, podestà di Carbonia e Iglesias, il cui percorso umano e politico viene ricostruito con uno sguardo attento, critico e profondo.

Barbara Serra (Foto Wikipedia)

Barbara Serra: raccontare il passato per comprendere il presente

Barbara Serra ha spiegato che l’obiettivo di questo libro è offrire uno spunto di riflessione sul presente attraverso una vicenda privata. “Guardare al passato è fondamentale per comprendere un presente sempre più instabile, non solo in Italia, ma anche all’estero”, ha detto.

Il progetto nasce come documentario per Al Jazeera, realizzato durante il primo mandato di Donald Trump, per poi diventare un’opera editoriale rivolta soprattutto al pubblico italiano. Nel passaggio dal documentario al libro, l’autrice ha potuto “entrare molto più nei dettagli” e arricchire la narrazione con nuove fonti, documenti e lettere ritrovate negli archivi storici della Sardegna, in particolare a Cagliari.

Chi era Vitale Piga: il nonno fascista con radici sardiste

Vitale Piga, ex ufficiale della Prima guerra mondiale, è descritto come un fascista convinto, ma con un forte spirito sardista. Serra ha raccontato: “Avevo sempre saputo che mio nonno era stato podestà, un fascista non per opportunismo, ma per convinzione. Era una persona che credeva davvero nel regime”.

Il punto di svolta nella sua ricerca è stato il ritrovamento di una lettera da parte dei nazisti. “Mi ha sorpreso moltissimo, perché la Sardegna non ha vissuto il nazifascismo come altre zone d’Italia. Da lì ho iniziato a scavare”, ha spiegato.

Barbara Serra sottolinea di non voler giudicare, ma comprendere: “C’è un rischio nel guardare il passato usando gli strumenti di oggi. Noi non possiamo paragonarci a chi ha vissuto in quei tempi. Mio nonno, come molti altri, aveva fatto scelte difficili, spesso dettate dal contesto”.

La copertina del libro

Una ricerca tra memoria familiare e rigore storico

Pur non definendosi storica, Barbara Serra ha svolto un’attività di ricerca approfondita, basata su documenti d’archivio, testimonianze e testi. “Non volevo demonizzare. Ho cercato di capire le sue scelte. È facile giudicare, ma bisogna entrare nel contesto storico”, ha affermato.

La storia del nonno diventa così il pretesto per parlare del fascismo in Sardegna, una realtà complessa e spesso trascurata. “La Sardegna ha una storia unica. Nel libro non faccio finta di spiegare il fascismo agli italiani, ma racconto il lato sardo, quello che conosco meglio”, ha detto.

Barbara ha raccontato come “molti legami che mio nonno aveva instaurato durante la Prima guerra mondiale con la Brigata Sassari sono durati una vita”, confermando il radicamento profondo nella storia e nella cultura dell’isola.

Riflessioni sul presente: instabilità e nuovi autoritarismi

Durante l’intervista, Barbara Serra ha anche commentato l’attualità politica internazionale. A proposito di Donald Trump ha detto: “Anche se Trump se ne andasse domani, l’ordine mondiale è già cambiato. Viviamo in un momento di grande instabilità. Quando la gente ha paura, è facile aggrapparsi all’idea che l’uomo forte ti dia sicurezza”.

L’instabilità economica, il cambiamento climatico e le nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, contribuiscono a un clima di incertezza globale. “Forse è il momento di non dipendere così tanto dall’America, come abbiamo fatto finora. Non vuol dire essere antiamericani, ma ripensare l’identità dell’Occidente”, ha concluso.

La Sardegna protagonista nel racconto

Il libro si muove tra la storia personale e quella collettiva, con la Sardegna sempre al centro. “È una storia del Sulcis, profondamente legata alla zona mineraria. Non a caso mi chiamo Barbara, come la patrona delle miniere”, ha raccontato Serra. Attraverso la figura del nonno, emerge una Sardegna che lotta tra pragmatismo politico e orgoglio identitario, una terra che vive il fascismo in modo diverso dal resto d’Italia.

Intervista a cura di Paola Pilia
Caffè Corretto del 29-05-2025

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