Antonio Marras, stilista, ospite negli studi di Radiolina, intervistato da Lorenzo Paolini e Mariella Careddu nel corso de La Strambata.
Non è semplice raccontare Antonio Marras in poche frasi, ma la giornalista Mariella Careddu parte da una domanda che aiuta molto a capire il personaggio e l’artista: “E’ sempre difficile trovare una definizione, soprattutto quando devi parlare di te. Come direbbe mia mamma, MAI CUNTENTU, ecco questa è la definizione di me stesso”.
Fin dalle prime incursioni nel mondo della moda, Marras si è notevolmente distinto grazie alle sue audaci sperimentazioni e alla sua straordinaria capacità di “sentire” e comprendere le diverse realtà che lo circondano. La sua creatività si nutre di influenze provenienti dall’arte, dalla musica, dalla danza, dal teatro e dal cinema, trasformando la moda in un connettore con altri linguaggi, un nuovo alfabeto in grado di comunicare in modi unici.
L’azienda di Antonio Marras è seguita molto da vicino dalla sua famiglia. Sua moglie Patrizia, i figli Efisio e Leo sono parte integrante dell’azienda e l’artista racconta anche le difficoltà: “E’ molto complesso, perché se con un tuo collaboratore di solito usi dei filtri, ai tuoi figli o a tua moglie dici, questa cosa fa schifo e non esistono mezzi termini. Essendo proverbiale la mia grazia, capita spesso di andarci giù pesante”.
Riconosciuto per la sua profonda curiosità intellettuale, Marras si impegna costantemente in una ricerca creativa che si discosta dagli stereotipi convenzionali della moda. La sua visione artistica, sviluppata anno dopo anno, trasmette attraverso le sue creazioni tematiche legate all’identità, agli esiliati e rifugiati, al multiculturalismo, al mondo e al destino.
Viene chiesto allo stilista, di spiegare come vede questo termine cosi abusato nel mondo della moda e la sua risposta è chiara: “La bellezza, come diceva qualcuno è dio nei particolari, quindi credo che sia nei dettagli, per uno come me un po interstiziale, nelle pieghe nascoste, negli angoli che devi scoprire. Quella cosa che non sai e che non capisci, ma che in qualche modo ti colpisce e suscita in te delle emozioni”.
La ribellione di Marras nei confronti degli estremismi e della “purezza” si manifesta come tratto distintivo della sua ricerca, che abbraccia diverse discipline, spaziando dalla moda all’arte, al teatro, all’architettura e al design. In questo modo, il suo lavoro si configura come un’interessante esplorazione che va al di là dei confini convenzionali, contribuendo a plasmare un dialogo creativo e significativo tra la moda e altre forme d’espressione.
