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Arrexini 2026, Cugis e Pitoni: «Cantare in lingua sarda significa dare futuro alla nostra identità» Fabio Leoni
L’Arrexini Music Contest 2026 conferma il proprio ruolo tra gli appuntamenti più importanti dedicati alla musica in lingua sarda. Durante la prefinale di Villanovaforru, ai microfoni di Ruido per Radiolina, i conduttori Renzo Cugis e Lele Pitoni hanno raccontato lo spirito della manifestazione, che continua a valorizzare artisti emergenti e affermati. Il contest rappresenta un punto d’incontro tra spettacolo e tradizione, offrendo al pubblico un programma ricco di musica, ospiti e intrattenimento. Renzo Cugis sintetizza il significato dell’evento affermando: «La lingua sarda è la radice ed è il cuore pulsante. Parlare, cantare e raccontare è l’unico modo per trasmetterla.»

Per Renzo Cugis il valore dell’Arrexini Music Contest va ben oltre l’aspetto musicale. Il conduttore sottolinea come ogni canzone rappresenti uno strumento concreto per mantenere viva la lingua sarda e trasmetterla alle nuove generazioni. Secondo lui la musica diventa un veicolo capace di custodire memoria, emozioni e appartenenza culturale. Nel corso dell’intervista ribadisce con convinzione: «Parlare, cantare e raccontare è l’unico modo per trasmettere la parola: usarla e cantarla.» Un messaggio che riassume perfettamente la filosofia della manifestazione.
L’edizione 2026 ospita numerosi protagonisti della scena musicale isolana. Tra gli artisti più attesi figurano i Balentia e il duo Lepa & Su Maistu, esempi di continuità artistica e promozione della lingua sarda attraverso il rap e la musica contemporanea. Renzo Cugis esprime tutta la sua stima verso questi musicisti dichiarando: «Sono veramente fratelli di musica e di sangue. Sono straordinari artisti e sarà una bomba assolutamente.» Un riconoscimento che evidenzia il ruolo fondamentale degli artisti capaci di innovare senza rinunciare alle proprie radici.
Oltre alla musica, il pubblico ritroverà uno degli elementi più apprezzati della passata edizione: la simpatica lotteria condotta da Renzo Cugis e Lele Pitoni. I due presentatori promettono nuove sorprese mantenendo il clima ironico che li contraddistingue. Tra battute e complicità, Renzo anticipa soltanto: «Ci hanno chiamato proprio per la lotteria. Abbiamo scelto i premi con cura perché è una cosa importante.» Un momento di intrattenimento che contribuisce a rendere ancora più coinvolgente l’esperienza del pubblico.
Nel suo intervento Lele Pitoni affronta il tema della tutela linguistica con uno sguardo rivolto al futuro. Secondo il conduttore, scegliere di scrivere e cantare nella propria lingua rappresenta non solo un atto culturale ma anche una concreta opportunità artistica. Durante l’intervista afferma: «Cantare in sardo, in occitano o in qualsiasi lingua della nostra isola è una marcia in più che ti può portare su tanti palchi e farti vivere esperienze culturali estremamente interessanti.» Un invito rivolto soprattutto ai giovani musicisti che desiderano costruire un’identità originale.
Lele Pitoni richiama anche l’attenzione sul futuro della lingua sarda, evidenziando come il coinvolgimento delle nuove generazioni sia ormai indispensabile. Per il conduttore la musica rappresenta uno degli strumenti più efficaci per evitare la progressiva perdita del patrimonio linguistico dell’isola. Nel corso dell’intervista lancia un messaggio preciso: «Tra cinquant’anni rischiamo di perdere una buona metà delle persone che parlano la nostra lingua. Provare a cantare in sardo è un elemento molto importante.» L’Arrexini Music Contest diventa così anche un progetto culturale capace di guardare oltre il semplice spettacolo.
L’incontro con Renzo Cugis e Lele Pitoni conferma come l’Arrexini Music Contest 2026 non sia soltanto una competizione musicale, ma un laboratorio culturale che valorizza identità, tradizioni e nuovi talenti. Tra artisti emergenti, ospiti di rilievo e un pubblico sempre più partecipe, Villanovaforru si conferma uno dei punti di riferimento per la musica in lingua sarda. Come sottolinea Lele Pitoni: «Le lingue minoritarie sono un elemento fondamentale per la carriera artistica.» Un concetto che racchiude perfettamente la missione della manifestazione e il suo valore per il futuro della cultura isolana.
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