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Caffè da 30 euro in Costa Smeralda: la ricerca di visualizzazioni nei locali di lusso Cristian Asara
I gestori della pagina Facebook “Il mio viaggio a Napoli“, fortunati proprietari di una community da oltre 1,5 milioni di follower, si sono accomodati nel salotto di Porto Cervo per gustarsi un caffè da 30 euro, trasformando la tazzina nello scontrino più chiacchierato dei social.

Per non farsi mancare nulla, i due creator hanno ben pensato di fare il pieno di bellezza e conti salati, selezionando con cura i locali più in e le spiagge più esclusive del nord dell’isola. Il risultato? Un diario di bordo fatto di spese importanti e contesti da favola per una vera vacanza a 5 stelle, vissuta a pieno e resa accessibile proprio dai numeri della loro pagina, ma distante anni luce dal portafoglio della maggior parte di chi li guarda da casa.
Filmarsi davanti al listino prezzi, del resto, è ormai un classico della stagione estiva per fare il pieno di visualizzazioni online. I menù in questi posti sono sempre in bella vista prima di sedersi, ma mostrare la cifra e indignarsi un po’ garantisce quel pizzico di pepe che fa impennare i commenti, con buona pace delle tariffe di casa propria su cui si sorvola sempre volentieri.
Detto tra noi, chi frequenta la Piazzetta di Porto Cervo sa benissimo come funziona. Quella cifra serve a evitare che ci si piazzi per ore a occupare un tavolino vista yacht con un solo euro in tasca. Lì si paga l’atmosfera della location panoramica, il servizio impeccabile e il piacere di concedersi magari un bel cocktail fatto a regola d’arte, coccolati da un’accoglienza pensata per chi al momento del conto non ci fa nemmeno caso.
Una piccola curiosità sorge però spontanea: come mai nei loro video non c’è mai spazio per le gemme “luxury” della loro regione? Tra Capri, Positano, Amalfi, Ravello e Sorrento, anche da quelle parti i listini sanno come far girare la testa. Basti pensare a Sorrento, dove una semplice granita di limone venduta da un carretto per strada, bicchiere e cannuccia di plastica, senza nemmeno una sedia su cui appoggiarsi e magari senza striscia fiscale, può arrivare a costare 10 euro per un po’ di ghiaccio tritato e un’idea di agrume. A quanto pare, l’occhio critico sugli scontrini funziona benissimo a 300 chilometri da casa, ma quando si tratta dei baluardi del turismo di casa propria, pure 10 euro per un po’ di acqua e sciroppo finiscono per sembrare un vero affare da non raccontare sul web.
Radio Smeralda del 11 -08-2026
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