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Gelato in Sardegna: spesa media di 50 euro a famiglia e prezzi in aumento del 40% Cristian Asara
In Sardegna gustare un gelato costa sempre di più, con le famiglie dell’isola che spendono in media 50 euro all’anno per rinfrescare le proprie giornate tra coni, coppette, granite e ghiaccioli. Il settore genera un giro d’affari complessivo vicinissimo ai 37 milioni di euro, ma deve fare i conti con un aumento medio dei listini che sfiora il 40%. La fotografia scattata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna incrocia i dati di Unioncamere-Infocamere e dell’Agenzia delle Entrate, confermando una passione innata per la gelateria artigianale nonostante il carovita.

A pesare sui registri di cassa dei gelatieri sardi è una tempesta perfetta che unisce bollette e ingredienti. Tra il 2021 e il 2025 i costi dell’energia elettrica sono saliti del 30%, voce cruciale per laboratori che mantengono i banchi freezer in funzione 24 ore su 24. A questo si aggiungono le impennate delle materie prime: il cacao registra la crescita più marcata con un +45,5%, seguito dall’amarena al +40% e dalle nocciole con rialzi compresi tra il 30% e il 40%. Non restano a guardare lo zucchero, salito del 33,3%, e il latte, che segna un incremento del 23,4%.
Secondo il presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Giacomo Meloni, la genuinità dei prodotti rappresenta un motore economico in grado di valorizzare il made in Sardegna in Italia e nel mondo. La parola “artigianale” identifica un valore fondato sul lavoro manuale e sulla freschezza degli ingredienti. Per l’associazione di categoria diventa quindi primario proteggere questo termine, garantendo chiarezza ai consumatori sulla reale qualità delle produzioni locali.
Sulle preferenze dei consumatori sardi svettano i classici intramontabili come fragola e cioccolato, inseguiti da nocciola, limone, crema, pistacchio e stracciatella. Resistono con successo proposte nostalgiche o fantasiose come limoncello, tè verde, arcobaleno e Loacker. Un sardo su dieci sceglie opzioni senza derivati animali puntando sul gelato alla soia per esigenze di dieta. Spazio anche all’identità territoriale grazie alle varianti a base di mirto, sebadas e pardula, oltre alle creme al formaggio. Non mancano infine le rivisitazioni moderne come il cheesecake con crumble di cocco o l’originale gusto pane, burro e marmellata, realizzato con burro fresco di fattoria.
Radio Smeralda del 11 -08-2026
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